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#Sicilia. Contenziosi con lo Stato, Crocetta sconfitto in Aula: adesso l’accordo è da rifare

Rosario Crocetta
Rosario Crocetta

L’ARS mette in riga Crocetta e lo obbliga a tornare a Roma per cancellare il punto 6 del contestatissimo accordo del 5 giugno 2014, con il quale la Regione Sicilia ha rinunciato ai benefici derivanti dalle sentenze favorevoli sui contenziosi con lo Stato presentati alla Corte costituzionale.

Un colpo di spugna senza precedenti per ottenere in cambio appena 500 milioni di euro a fronte dei 5 miliardi dovuti all’Isola. Immediata la levata di scudi contro questa decisione, con in testa l’MPA di Lombardo, che ha presentato in Aula una mozione che ha incassato consensi anche dalla maggioranza e che ieri è passata con 37 voti favorevoli e 31 contrari.

“Questa è una giornata storica per il parlamento siciliano e per il popolo che rappresenta -commenta Toti Lombardo, il figlio dell’ex presidente Raffaele. Il governo Crocetta e la sua maggioranza trasformista a guida PD escono sconfitti e dovranno ora tornare a Roma per cancellare un accordo che aveva calpestato 60 anni di autonomia”.

Elio Granlombardo

Ama visceralmente la Sicilia e non si rassegna alla politica calata dall’alto. La “sua” politica è quella con la “P” maiuscola e non permette a nessuno di dimenticarlo. Per Sicilians segue l'agorà messinese, ma di tanto in tanto si spinge fino a Palermo per seguire le vicende regionali di un settore sempre più incomprensibile e ripiegato su se stesso. Non sopporta di essere fotografato e, neanche a dirlo, il suo libro preferito è “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini.