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#Sicilia. Accordo Stato-Regione: un miliardo 645 milioni per l’Isola

Bilancio 2Approvata ieri dal Consiglio dei Ministri l’intesa Stato-Regione che prevede anche per la Sicilia un modello di entrate simile a quello utilizzato nelle altre quattro regioni a Statuto speciale e che porterà un miliardo 645 milioni di euro di entrate, compresi i 500 milioni bloccati a Roma e oggetto di feroci polemiche tra il presidente Rosario Crocetta e l’opposizione. “Questo è un accordo storico che rivede l’intesa del 1965 tra lo Stato e la Regione Sicilia e che premia il lavoro che abbiamo fatto in questi anni -ha dichiarato stamane in conferenza stampa Crocetta. I Governi precedenti avevano tentato di rivedere la questione delle entrate dell’Isola. A Lombardo, dopo tre anni di trattative è stato detto che mancavano le risorse -ricorda il presidente. Questa intesa è stata possibile perché dal 2013 i nostri bilanci sono stati rigorosi”.

“L’accordo fra Stato e Regione, che sblocca le somme necessarie a rimettere la Sicilia in carreggiata, era uno degli obiettivi del governo politico ed è stato raggiunto -commenta Fausto

Raciti, segretario regionale del PD Sicilia. Questo passaggio consente alla Regione di avere riconosciute le proprie prerogative statutarie e a Palazzo Chigi di non dovere avere ogni anno la preoccupazione di come nell’isola si chiude il bilancio. Adesso la Sicilia è responsabile della gestione delle proprie risorse e si può finalmente iniziare a programmare”.

Di tutt’altro avviso il deputato di Sinistra italiana alla Camera Erasmo Palazzotto, che smorza i toni entusiastici che hanno salutato l’intesa. “I toni di vittoria usati da Crocetta e da Faraone riguardo l’accordo Stato-Regione sono assurdi -puntualizza. Ci sono Comuni che non hanno potuto chiudere i bilanci di previsione proprio a causa del braccio di ferro con Roma che è durato mesi. Questo li ha portati sull’orlo del default e, come se non bastasse, sono stati commissariati dallo stesso presidente”. Riguardo ai 500 milioni sbloccati, Palazzotto sottolinea che “sono somme dovute e non nuove risorse, frutto della rimodulazione di fondi che già spettavano alla Sicilia, come le mancate entrate Irpef. C’è quindi poco da festeggiare. Adesso vedremo se Crocetta e la sua litigiosa maggioranza sapranno far fruttare lo scongelamento di questi fondi, attesi per un anno”.