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Sì del Consiglio comunale all’adesione al Fondo Salva-Comuni

L’attivazione delle procedure per l’adesione al Fondo Salva-Comuni è stata votata oggi dal Consiglio Comunale. Insieme alla chiusura del Bilancio di Previsione 2012, che la Ragioneria Generale ha già consegnato al commissario Croce, sono stati completati i due step fondamentali per la salvezza del Comune di Messina.

Con 37 voti favorevoli ed un solo contrario, Ivano Cantello, il Consiglio Comunale ha dato il via libera alle procedure di attivazione per l’adesione al Fondo Salva-Comuni, il fondo di emergenza istituito dall’art. 243 bis TUEL, introdotto dal DL 174. La legge, che si configura come un paracadute di emergenza per tutti gli enti locali con criticità di bilancio non altrimenti sanabili, prevede l’erogazione di 70 milioni di euro, proporzionato al contributo per abitante di circa 300 euro.

L’importo, sommato al contributo che il commissario Croce ha annunciato in arrivo dalla Regione, 40 milioni di euro, certamente fa tirare un respiro di sollievo alle casse comunali, che languono già da diversi mesi. Oltretutto, l’adesione al Fondo Salva-Comuni, a differenza delle clausole vessatorie previste se si dichiarerà il dissesto, consentono tutta una serie di azioni come, ad esempio, la contrazione di mutui presso la Cassa Depositi e Prestiti, ma soprattutto, nelle more dell’approvazione del Piano di riequilibrio finanziario, il blocco di tutti i pagamenti cui il Comune sarebbe tenuto a fare fronte.

Buone notizie dunque, anche se la strada che si prospetta adesso è tutt’altro che in discesa. L’accesso al fondo, infatti, non è certo un atto di fiducia cieca da parte dello Stato nei confronti del comune insolvente. Adesso è necessario predisporre innanzitutto un Piano di rientro decennale nel quale il Comune dovrà prevedere e predisporre misure ed azioni mirate al risanamento del debito. Di “misure correttive” infatti si parla nel testo della Legge 174.

L’ente richiedente, in questo caso il Comune di Messina, dovrà procedere alla puntuale ricognizione, con relativa quantificazione, dei fattori di squilibrio rilevati, dell’eventuale disavanzo di amministrazione risultante dall’ultimo rendiconto approvato e di eventuali debiti fuori bilancio e all’individuazione, con relativa quantificazione e previsione dell’anno di effettivo realizzo, di tutte le misure necessarie per rimettere in sesto il Bilancio per l’integrale ripiano del disavanzo accertato e per il finanziamento dei debiti fuori bilancio al massimo entri i 10 anni a partire da quello in corso.

Ma Palazzo

Zanca dovrà provvedere anche ad assicurare con i proventi della relativa tariffa la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di smaltimento rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto, ad effettuare una revisione straordinaria di tutti i residui attivi e passivi presenti nel Bilancio, stralciando i residui attivi inesigibili o sulla cui esigibilità non c’è alcuna certezza.

Se il Comune di Messina dovesse accedere ai benefici della 174, dovrà garantire una rigorosa revisione della spesa dando indicazione degli obiettivi di riduzione della stessa ed una verifica, con la relativa valutazione dei costi, di tutti i servizi erogati dall’ente e della situazione di tutti gli organismi e delle società partecipate e delle spese a carico del bilancio dell’ente. Indispensabile anche la riduzione delle spese per il personale.

Vincoli stringenti, che soli consentiranno un lento ripianamento della situazione debitoria accertata e da accertare. Una strada quindi tutt’altro che in discesa, che tutti i consiglieri comunali oggi, hanno dichiarato aver la coscienza di aver intrapreso, e che vincolerà in modo particolare l’azione politica futura del civico consesso. Senza tralasciare di fare riferimento alle responsabilità delle precedenti amministrazioni, tutte colpevoli di cattiva gestione, nonché richiamando anche l’operato dell’ultima giunta – i nomi dell’ex assessore alle politiche finanziarie Orazio Miloro, o allo sviluppo economico, Gianfranco Scoglio, sono stati richiamati più volte.

Tutti a favore gli interventi dei consiglieri Trischitta, Calabrò – che ha parlato di “inizio di un percorso, di un primo tassello verso anni di sacrifici – David, Carreri, Saglimbeni, Isaja e Melazzo – che ha ricordato che “l’operazione verità” del commissario Croce ha portato alla luce i numeri reali dello stato del dissesto, prima nascosti, e la valenza “epocale” del provvedimento, più per il valore politico, che costringe ad un cambiamento del modo di fare politica, unico contrario Ivano Cantello, consigliere di Sicilia Vera, che ha manifestato l’opportunità di procedere con la dichiarazione del dissesto a fronte delle grave criticità presentate dal Comune di Messina.

Ora che il Bilancio Previsionale è stato finalmente completato è nelle mani del commissario straordinario Croce che dovrebbe esitarlo per poi girarlo al Consiglio comunale per l’approvazione, cosa che al Ragioniere Generale Coglitore appare quasi scontata avvenga entro fine mese, ai dirigenti dell’Area Economico-finanziaria spetta la predisposizione del piano di rientro: 45 i giorni di tempo per metterlo a punto, 60 quelli entro cui approvarlo.