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Sessanta milioni di debiti o 240? Confusione a Palazzo Zanca

Sessanta milioni di debiti o 240? La domanda è legittima visto che le relazioni sulla situazione delle casse di Palazzo Zanca presentate rispettivamente dall’Area coordinamento Economico-finanziaria del Comune e quella degli esperti appositamente incaricati dal commissario Croce (Nino Dalmazio, Luigi Saccà e Paolo Tomasello) presentano una situazione sensibilmente diversa l’una dall’altra.

La prima, è basata sui soli debiti certificati al 31 dicembre dell’anno scorso dai singoli dirigenti dei dipartimenti. La seconda invece, sulla totalità dei debiti presenti e futuri, in relazione allo stato dei conti, delle criticità evidenziate nonché di tutte le altre obbligazioni che a vario titolo gravano su Palazzo Zanca.

All’indomani della conferenza stampa del commissario straordinario sullo stato economico del Comune, definito estremamente deficitario per la presenza di un buco di oltre 240 milioni di euro, questa mattina la Commissione Bilancio del Consiglio comunale, presieduta da Giuseppe Melazzo, si interroga sulla titolarità dei debiti snocciolati da Croce, in vista dell’urgenza di predisporre entro 30 giorni il Bilancio di Previsione 2012, così come disposto dalla Corte dei Conti.

Ma a Palazzo Zanca la confusione regna sovrana: quale sia la relazione che fa fede rispetto alla necessità di predisporre misure correttive è oggetto di discussione e si profila con sempre maggiore probabilità l’arrivo di un commissario ad acta per la stesura del rendiconto di previsione 2012. “Attendiamo disposizioni da Croce. Abbiamo dato delle ipotesi per la redazione del Bilancio ma ad oggi non abbiamo nessuna notizia: molto probabilmente si insedierà un commissario ad acta per occuparsi della cosa” ha dichiarato infatti il dirigente Giovanni Di Leo in commissione.

Ma lo scoglio del bilancio non è l’unica problematica che gli amministratori devono affrontare. “Bisognerà garantire l’equilibrio del bilancio dando risposta alla massa debitoria accertata di 240 milioni di euro”, ha ribadito il presidente della Commissione Giuseppe Melazzo.

Cifra enorme, che secondo gli accertamenti messi in atto dai tecnici di Croce, comprende anche i debiti relativi alle partecipate, già evidenziati dal Collegio dei Revisori dei Conti in

una loro relazione, nella quale hanno scritto che “per le società controllate che svolgono un servizio pubblico vige il principio della garanzia dell’equilibrio economico finanziario da parte dell’ente controllante che deve farsi carico dei debiti generati dalle aziende stesse”.

Ma qualche consigliere, come Pippo Capurro del PDL, ritiene ragionevole fare gli opportuni distinguo rispetto ai debiti della “casa madre” e quelli spropositati relativi alle controllate.

Una differenza di 180 milioni di euro che peserebbe non poco sui tagli e sui provvedimenti da prendere per uscire dall’impasse in cui è sprofondato il Comune e di cui ancora non si è venuti a capo.

Confusione anche all’interno dello stesso Collegio di Revisori, che prima attraverso la voce di Panzera nega di dover valutare la relazione dei tecnici di Croce in quanto non sottoscritta dal commissario.

Salvo poi ribadire, per bocca del presidente del Collegio dei Revisori Dario Zaccone, che la relazione ha precisa validità in quanto “la relazione presentata dal commissario ad integrazione/supporto della nostra abbraccia debiti latenti e potenziali che non si possono quantificare ancora con certezza”.

Quale la strada da seguire dunque? Intanto, come detto, la predisposizione del bilancio di previsione che viaggia su un disavanzo di circa 20 milioni di euro tra entrate (53.940.809,88 di euro tra fondi dello Stato, Regione, Imu, Tarsu e addizionali comunali e altre Entrate) ed uscite (mandati emessi e non trasmessi per il pagamento, atti di liquidazione giacenti, retribuzioni e servizi indispensabili da pagare, delegazioni rate mutui novembre/dicembre per un totale di 73.496.267,86).

Subito dopo, l’accesso al fondo di rotazione previsto dal decreto legge 174 che, al di là dell’esatto ammontare della somma che sarà erogata al Comune in caso riesca a rientrare nei parametri richiesti, prevede a cascata tutta una serie di altri effetti come la possibilità di accedere ai mutui della Cassa depositi e prestiti o il blocco delle azioni esecutive che, insieme alle somme che la regione si è impegnata a versare e che non ha ancora versato (circa 14 milioni di euro), renderebbero agevole alla Ragioneria Generale lavorare con relativa tranquillità ad una fase di riequilibrio dei conti.