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Servizi sociali, si va verso la ripresa

I lavoratori dei Servizi sociali a Palazzo Zanca

Si avvicina la ripresa dei Servizi sociali, ferma dal 22 marzo scorso. Stamane è stato siglato presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro l’accordo tra la cooperativa Europa ed i sindacati per garantire il futuro di tutti i lavoratori di Azione Sociale, Faro 85 e Nuova Presenza in possesso dei requisiti previsti dal capitolato di appalto.

La coop Europa, che è subentrata alle altre tre nella gestione dell’assistenza domiciliare agli anziani gestita dal Comune di Messina, si è impegnata a controllare se ci sono le condizioni consentire la salvaguardia di tutti i posti di lavoro.

L’intesa sottoscritta prevede il licenziamento immediato da parte delle cooperative uscenti e la definizione dell’iter per il passaggio dei lavoratori alla Europa.

“Contratto a 38 ore e continuità lavorativa -dichiarano Calogero Emanuele e Franco Bertucelli della Cisl FP- sono due punti fermi che oggi rendono giustizia ai lavoratori che negli anni hanno dovuto subire un contratto sottodimensionato rispetto al Contratto Nazionale di Lavoro che, appunto, prevede 38 ore settimanali, mentre nei bandi precedenti ci si fermava a 36. L’eventuale contrattualizzazione per un numero di ore inferiori a quelle previste dal CCNL può avvenire solo a richiesta e per volontà del singolo lavoratore”.

Il tavolo di confronto con i sindacati resta aperto fino alla totale definizione delle procedure e fino alla ripresa dell’attività di assistenza agli anziani.

“Da lunedì -aggiunge Emanuele- aspettiamo la convocazione da parte della Cooperativa Alba, aggiudicataria del Servizio Assistenza Domiciliari Disabili, che come condiviso all’Ufficio Provinciale del Lavoro deve dar luogo all’incontro con il sindacato per la definizione dell’accordo di passaggio dei lavoratori provenienti dalla cooperative uscenti Azione Sociale, Faro 85 e Nuova Solidarietà”.

“L’incontro odierno –spiega il segretario generale dell FP Cgil di Messina Clara Crocè-  è conseguente all’accordo siglato presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro il 18 aprile scorso, con il quale tutte le parti hanno convenuto che le coop Europa e Alba procedano all’assunzione di tutto il personale nel rispetto del capitolato disposto dal Comune di Messina dei criteri previsti”.

Il capitolato speciale di appalto prevede l’assunzione di 131 operatori, tutti impegnati epr 38 ore la settimana.  “E’ evidente -puntualizza Clara Crocè- che rispetto agli elenchi dei lavoratori trasmessi dalle cooperative uscenti salteranno dei posti di lavoro. Adesso vengono fuori le distorsioni di tutto il sistema”.

Nella cooperativa Faro 85 si registra un esubero di 12 lavoratori: 4 assistenti domiciliari, 4 autisti e 4 ausiliari.  “Non riusciamo a comprendere –aggiunge il segretario generale della FP Cgil- come i vertici della coop abbiano potuto contrattualizzare operatori con part-time a 24 ore la settimana nonostante il vecchio capitolato di appalto ne prevedesse 36. Il risultato è che 12 lavoratori, oltre ad altri che sono stati scartati perché non in possesso dei titoli richiesti non saranno riassunti.

A questo elenco manca il sottobosco: altre unità che pur lavorando presso la cooperativa Nuova Presenza dal 2007 non risultano inserite nei passaggi perché secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori venivano spostati nei vari servizi. Alcuni di loro raccontano di non percepire stipendi da 2 mensilità.

Un caos al quale nell’immediato non potrà essere data alcuna risposta – continua Clara Crocè- perché non possiamo derogare dall’applicazione delle 38 ore previste dal capitolato e dal CCNL. Del resto, alcuni lavoratori hanno manifestato l’intenzione di adire le vie legali qualora la cooperativa avesse proposto un contratto a 36 ore”.

Per la FP Cgil, le continue proroghe concesse negli anni alle cooperative ed i bandi di gara pubblicati due anni fa e aggiudicati sempre alle stesse società a parte gli asili ed i servizi della ex Futura, hanno reso difficile quantificare il reale numero di lavoratori impiegato dalle coop.

“Rimane, adesso il rammarico per 12 posti di lavoro che non potranno essere più garantiti –dichiara ancora la Crocè. E’ necessario aprire un’interlocuzione con il Dipartimento ai Servizi sociali e siglare un accordo che preveda che nei prossimi bandi per l’appalto della 328 siano inserite delle clausole che obblighino all’assunzione dei lavoratori che perderanno il posto”.