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Servizi sociali, occupazione a oltranza a Palazzo Satellite

L’incontro di oggi non ha convinto i sindacati ed i lavoratori dei servizi sociali. Nessuna certezza per il prolungamento dei servizi né tanto meno per i nuovi bandi. E così l’occupazione del Dipartimento dei Servizi sociali, iniziata questa mattina, andrà avanti ad oltranza.

Ad occupare gli uffici di Palazzo Satellite i lavoratori delle cooperative Nuova Presenza, Azione Sociale, Nuove Solidarietà e Progetto Vita, che hanno deciso di non mollare fino a quando il Comune non adotterà tutti gli atti necessari per garantire la prosecuzione dei servizi.

“Nessuna interruzione dei servizi da parte dei lavoratori – dichiarano i responsabili aziendali della FP Cgil. Continueremo la protesta garantendo i servizi per gli anziani, ai disabili, ai ragazzi e alle famiglie assistiti dagli operatori dei Centri di Assistenza Giovanile, l’assistenza ed  il trasporto nei centri riabilitativi ed il trasporto e l’assistenza igienico-sanitaria agli studenti

disabili delle scuole. Tutti servizi  a tutt’oggi, garantiti sulla pelle dei lavoratori che,  ormai sono alla  fame alla disperazione. Siamo consapevoli che se non dovesse intervenire alcun atto di proproga entro il 20   gennaio -aggiungono le Rsa della FP Cgil delle cooperative- diventeranno esecutivi i licenziamenti. I lavoratori, al contrario dei politici e di chi ha amministrato non consentiranno alcuna interruzione dei servizi agli oltre due mila utenti”.

“La crisi del Comune di Messina non può essere scaricata su lavoratori che sono indietro di 4 mesi con lo stipendio e sulle fasce più deboli della popolazione -dichiara il segretario generale della FP Cgil Clara Crocè. Ci sono oltre 700 lavoratori che stanno per essere licenziati e migliaia di assistiti con le loro famiglie che sono sul punto di perdere l’unica forma di sostegno su cui ancora possono contare. E’ inaccettabile essere arrivati a questo punto e se non ci saranno risposte concrete sia sulla proroga di un mese del servizio sia sui nuovi bandi per il prossimo triennio andremo alle barricate”.