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Servizi sociali, la FP Cgil: “Ripensare il sistema”

L'incontro a Casa Serena organizzato dalla FP Cgil di Messina

La scelta di Casa Serena come luogo nel quale discutere i gravi problemi dei servizi sociali del Comune di Messina non è stata casuale. Il pensionato è infatti, suo malgrado, il simbolo dell’inefficienza e delle promesse non mantenute.

A partire dai lavori ancora fermi, condizione indispensabile per poter far tornare  gli anziani dirottati in altre strutture e ripristinare i normali turni di lavoro per gli operatori, attualmente in cassa integrazione a rotazione.

Presente al convegno organizzato oggi dalla FP CGIL di Messina il segretario generale della FP Cgil Cecilia Taranto, che ha invitato “ad aprire un serio tavolo sul problema Casa Serena e sulla riorganizzazione del terzo settore”.

L’avvio immediato dei Presidi Territoriali di Assistenza (che hanno lo scopo di aggregare i diversi servizi distrettuali per i pazienti che devono eseguire più di una prestazione) e  lo sportello di accesso alle cure domiciliari collegato ai servizi sociali dei Comuni nell’ambito della programmazione di integrazione sanitaria prevista dalla legge 328 del 2000, è invece la richiesta del segretario generale della FP Cgil di Messina Clara Crocè.

“Il  distretto -spiega la Crocè- ha il compito di assicurare la cura e la tutela della salute dei cittadini e il governo del rapporto tra domanda e offerta di servizi sanitari e sociali, oltre a garantire  l’integrazione socio-sanitaria. Ma  l’assenza di un coordinamento, di pianificazione e di una regia unica comporta che nei Piani di Zona dei distretti socio-sanitari non vi sia corrispondenza tra quanto si progetta e la domanda di assistenza dei cittadini”.

All’assessore alle Politiche sociali Nino Mantineo e al commissario straordinario dell’ASP 5 Manlio Magistri il sindacato chiede il coordinamento reale delle politiche sociali dei Comuni del comprensorio messinese con i distretti socio-sanitari, per poi integrarle con l’attività delle Aziende sanitarie.

E in merito alla continuità delle prestazioni, il segretario Crocè ha sottolineato come il 2013 sia stato l’annus horribilis del servizi sociali del Comune di Messina, anche a causa del blocco imposto all’inizio dell’anno dall’ex commissario straordinario Luigi Croce. “Sarebbe giusto -ha puntualizzato la dirigente sindacale- così come avviene per i lavoratori che non svolgano servizi considerati essenziali, che anche le Pubbliche amministrazioni siano multate nel caso in cui, pur se per gravi motivazioni economico-finanziarie, le prestazioni sono interrotte”.

Mantineo,

che è stato il primo assessore della Giunta Accorinti ad essere contestato meno di due settimane dopo dall’insediamento proprio a causa della gestione dei servizi sociali, non ha potuto far altro che ammettere che c’è la necessità “che il Comune, da questo momento in poi, svolga una maggior attività di controllo”. Un controllo, ha rilanciato il sindacato, “non solo gestionale, ma anche di valutazione delle spese, dei finanziamenti effettuati e delle risorse da non sprecare”.

Mantineo ha confermato che il Bilancio di Previsione 2013 mette a disposizione dei servizi sociali 23 milioni di euro, che saranno spesi solo “dopo un’attenta valutazione dei bisogni reali”, modellandoli sulle esigenze degli assistiti e delle loro famiglie e garantendo i livelli occupazionali.

La presidente del Consiglio Comunale Emilia Barrile ha ribadito “la ferma volontà di voler collaborare all’Amministrazione Comunale, per il bene della città e dei lavoratori” anche se per essere propositivi “è necessario -ha precisato- essere invitati ai tavoli tecnici”. La presidente Barrile ha poi consegnato a Mantineo la documentazione raccolta su Casa Serena dichiarando “vigileremo sul proseguo dei lavori. Il 31 marzo è vicino ed è necessario garantire il rientro degli anziati e garantire i livelli occupazionali”.

Situazione ben diversa a Barcellona Pozzo di Gotto, dove, come ha raccontato l’assessore alle Politiche sociali Lina Panella, i fondi delle 328 sono stati interamente spesi e il Comune ha usufruito degli incentivi previsti. Un dato per tutti: a Barcellona ci sono quattro asili comunali a fronte dei tre di Messina, che pure ha oltre 240 mila abitanti.

“Oggi -ha dichiarato ancora la Crocè- lavoratori e utenti pagano tutto il peso di una situazione di cattiva amministrazione che si trascina da fin troppo tempo e che dovrebbe portare tutti ad una serie riflessione. Anzi è proprio questo l’invito che rivolgiamo all’Amministrazione Accorinti, oggi rappresentata dall’assessore Nino Mantineo.

E sempre in tema di servizi sociali a Messina e della gestione dei bandi di gara, la FP Cgil, ricordando quanto è successo con l’ultimo mini bando, ritirato dopo l’incontro avuto con il dirigente del Dipartimento Giovanni Bruno al quale ha preso a parte anche la presidente Barrile, ha ribadito l’assoluta necessità di evitare aggiudicazioni di così breve durata “che finiscono con il danneggiare solo i dipendenti e non garantiscono continuità di servizio a coloro che usufruiscono dell’assistenza”.

Presente anche  Antonio Bonomo, componente il “Comitato genitori” dei ragazzi disabili che usufruiscono dei servizi di trasporto e assistenza igienico-sanitaria nelle scuole cittadine, che ha portato la propria testimonianza.