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Servizi sociali, Gioveni propone un Consorzio comunale

I lavoratori dei Servizi sociali a Palazzo Zanca durante una protesta

Un Consorzio comunale che sostituisca le cooperative che hanno vinto gli appalti per i servizi sociali assorbendone il personale.

Dall’assessore Mantineo ancora non arrivano risposte rispetto allo stop delle proroghe richiesto dalla FP Cgil di Messina, i lavoratori hanno già dichiarato lo stato di agitazione e il consigliere UDC Libero Gioveni propone “una vera riforma nei servizi sociali attraverso la gestione diretta”.

Secondo l’esponente del partito di Casini, la gestione attraverso i bandi è troppo onerosa per il Comune. La soluzione è quindi quella di far sparire le cooperative, affidando tutti i servizi ad un Consorzio comunale (nulla a che vedere con l’inutile carrozzone dell’Istituzione dei Servizi sociali presieduta dall’esponente del PD Elio Sauta, di recente arrestato nell’ambito dello scandalo della formazione) nel quale dovrebbe transitare il personale.

Passaggio questo, che consentirebbe non solo di risparmiare (anche se a tutt’oggi il Dipartimento dei Servizi sociali non ha ancora reso pubblico il costo effettivo dell’assistenza ad anziani e disabili e della gestione dei Centri di Aggregazione Giovanile) ma anche di garantire la qualità del servizio, fino ad ora di fatto sulle spalle dei lavoratori nonostante i ritardi anche di sei-otto mesi nel pagamento degli stipendi da parte delle cooperative.

“Il primo a pensare ad una pseudo riforma dei servizi sociali nella nostra città -ricorda Gioveni- fu l’ex commissario straordinario Gaspare Sinatra, che nel 2008 tentò di istituire il cosiddetto CISSA (Consorzio Intercomunale per i Servizi Socio-Assistenziali) in sostituzione dell’ex Istituzione per i servizi sociali. Oggi riformulo una proposta simile, che tra l’altro ho già formalizzato nel corso della seduta della VI Commissione del 21 agosto scorso”.

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Libero Gioveni, consigliere comunale UDC

In dettaglio, vista la precarietà del settore a causa delle proroghe determinate a loro volta dalla mancanza dei bandi di gara e anche alla luce delle ultime denunce di anomalie nei sistemi di pagamento, secondo Gioveni è “per molti aspetti deleterio continuare a mantenere un macchinoso sistema cooperativistico che negli anni ha rappresentato solo un serbatoio di voti per la politica, determinando per altro un rubinetto aperto nelle casse comunali.

Il CISSA doveva nascere con lo scopo di gestire in forma associata, anche con l’ausilio di alcuni enti privati, gli interventi socio-assistenziali e sociali di competenza dei Comuni e delle attuali ASP attraverso l’adesione di amministrazioni comunali appartenenti al Distretto socio-sanitario D26. Condizione questa, che permetterebbe anche di attingere ai fondi regionali.

D’altronde -spiega meglio l’esponente UDC- la soluzione del Consorzio aveva trovato riscontro qualche anno fa anche in un altro settore delicato, quello dei tributi, quando si pensò di farli gestire in maniera diretta attraverso la costituzione della “Entrate Zancle”. Nella seduta della VI Commissione consiliare ho invitato tutti i componenti a non escludere l’avvio di un tale rivoluzionario percorso politico che porti ad una gestione diretta dei servizi sociali che, se ci fossero le condizioni giuridiche, consentirebbe di imprimere la necessaria svolta in un settore fondamentale della macchina comunale che ha come primario obiettivo il mantenimento dei servizi alla persona”.

“Finalmente qualcuno che si rende conto della sensatezza di quello che andiamo chiedendo da anni -commenta Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil di Messina. Bisogna eliminare l’uso delle cooperative e far gestire tutto direttamente al Comune. Solo così si salvaguarderanno i livelli dell’assistenza e i posti di lavoro. Certo, ci sono da superare dei limiti imposti dalla normativa attuale, ma la riorganizzazione dei servizi sociali dovrà essere discussa e concordata con l’amministrazione Accorinti, per uscire al più presto da una situazione che diventa sempre di più una bomba ad orologeria”.