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Fermi i lavoratori di Nuove Solidarietà e Azione Sociale

Una protesta dei lavoratori dei Servizi sociali

Lavorare senza essere pagati è difficile, se non impossibile. Eppure i lavoratori delle cooperative impegnate nei servizi sociali lo hanno fatto negli ultimi mesi. Oggi però, quelli di Nuove Solidarietà e Azione Sociale si sono dovuti fermare e sono fermi nelle sedi  delle cooperative.

I lavoratori della coperativa Azione sociale stamane si sono presentati sul posto di lavoro chiedendo almeno i soldi della benzina o del tram per raggiungere gli utenti e l’immediato pagamento di due mesi di stipendio.

“Non riusciamo a comprendere i motivi per i quali ancora non sono stati pagati gli stipendi -dichiara Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil. Alcune fatture sono state pagate alla cooperativa e già incassate: e allora perché rinviare i pagamenti al prossimo lunedì? I lavoratori non possono aspettare oltre.

Paradossale anche la situazione dei lavoratori della cooperativa Nuove Solidarietà. La ccoperativa ha incassato diverse fatture per oltre 800 mila euro, ma ai lavoratori è arrivato un solo stipendio, quello del mese di luglio per chi lavora nei Centri di Aggregazione Giovanile e di agosto per il Servizio di Assistenza Domiciliare. E anche i lavoratori in servizio presso le comunità gestite da questa cooperativa sono indietro di oltre sette mesi di stipendio. Dove sono i controlli del Comune?”.

Il bando prevede infatti che le cooperative possano incassare le fatture presentate per i servizi erogati solo dopo avere pagato gli stipendi. Di fatto però, questo non succede mai e le coop pagano i lavoratori solo dopo avere incassato le fatture. Il Comune liquida le fatture senza avere prima verificato che le mensilità ai lavoratori siano state regolarmente erogate, da qui le accuse della FP Cgil.