Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Servizi sociali, Comune assediato fino al pagamento

(Foto Dino Sturiale)

Il Dipartimento dei Servizi sociali ha trasmesso alla Ragioneria Generale le determine per il pagamento diretto degli stipendi, ma i lavoratori non mollano la presa. Fino a quando non riceveranno materialmente gli stipendi promessi, continueranno a presidiare Palazzo Zanca.

Il gruppo di lavoro costituito all’interno dell’Area Economico-Finanziaria del Comune di Messina sta procedendo con gli atti necessari per il pagamento diretto dei lavoratori.

“Un risultato, quello del pagamento diretto al posto delle coop inadempienti -dichiara il segretario generale della FP Cgil Clara Crocè- che è un successo tutto nostro. E’ dai tempi dei problemi dei lavoratori della Cooperativa Futura che li inseguiamo, ma allora l’ex sindaco Buzzanca non ha voluto fare nulla del genere, nonostante le nostre ripetute richieste”.

Oltre agli stipendi arretrati, per il momento tre mensilità, per la prima volta i lavoratori avranno anche i conguagli Irpef. Intanto il Ragioniere Generale del Comune Ferdinando Coglitore ha incontrato i rappresentanti aziendali delle cooperative Nuove Solidarietà, Faro 85 e Azione Sociale alla presenza del segretario generale della FP Cgil e ha assunto l’impegno che entro martedì prossimo la Ragioneria provvederà alla liquidazione degli stipendi ai lavoratori delle cooperative Nuova Presenza e Nuove Solidarietà.

Per quanto riguarda le fatture delle altre cooperative, Coglitore ha assicurato che la prossima settimana gli uffici provvederanno a liquidare le fatture alle cooperative Azione Sociale, Casa Serena, FARO 85. Già pagate quelle delle coop Progetto Vita e Le Gardenie e a breve i lavoratori riceveranno lo stipendio.

Ancora da sciogliere invece il nodo delle assunzioni per i lavoratori che transiteranno nelle cooperative Europa (assistenza domiciliare agli anziani) e Alba (assistenza domiciliare ai disabili).

Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil

Durante l’incontro richiesto dalla FP Cgil all’Ufficio Provinciale del Lavoro per definire il nodo delle procedure di licenziamento prima e assunzione poi dei lavoratori,si è stabilito che le cooperative uscenti

Nuova Presenza, Nuove Solidarietà Azione Sociale e Faro 85 procederanno immediatamente con il licenziamento del lavoratori.

Intanto le coop subentranti Europa e Alba avvieranno le assunzioni secondo le prescrizioni del capitolato speciale di appalto ed i criteri previsti dalla normativa.

Problema nel problema è la gestione degli esuberi: una ventina per il servizio per hgli anziani, di più per l’assistenza ai disabili.

“Durante la riunione è emerso un quadro desolante in merito alla gestione dei servizi sociali -spiega Clara Crocè. Abbiamo scoperto che negli anni non tutti i lavoratori erano impiegati a tempo pieno. Molti risultano contrattualizzati a 24 o a 30 ore nonostante il precedente contratto di appalto prevedesse le 36 ore e l’applicazione delle tabelle ministeriali per le sostituzioni”.

Ma il capitolato d’appalto del servizio di assistenza domiciliare ai disabili prevede che la cooperativa Europa assuma 131 addetti: un numero decisamente inferiore rispetto agli elenchi presentati dalle cooperative uscenti, che è di 150 lavoratori.

“Organi sovradimensionati rispetto ai servizi -chiede Clara Crocè- o unità di personale sottostimato rispetto ai servizi da fornire? Non riusciamo ancora a comprendere i motivi per i quali numerosi lavoratori con una anzianità di servizio risalente al 1998 possano essere stati contrattualizzati a 24 ore, mentre altri lavoratori che svolgono lo stesso servizio presso altre cooperative (un appalto aggiudicato in ATI) hanno contratti da 36 ore. L’esubero più consistente è nell’assistenza ai disabili.

Una discriminazione alla quale difficilmente le organizzazioni sindacali potranno rendere giustizia. Saremo chiamati in sede aziendali per definire insieme alle cooperative subentranti i criteri per garantire quanto più possibile i livelli occupazionali, ma la conquista delle 38 ore di orario di lavoro sarà ancora una chimera, come del resto per molti lo è stata negli anni quella delle 36 ore. Con l’appalto unico tutti i nodi vengo al pettine e si ha il quadro completo della disastrosa gestione dei servizi sociali a Messina”.

Ma per la FP Cgil, a questi dati ufficiali si aggiungono quelli del sottobosco dei lavoratori invisibili che non sono elencati nei passaggi e che inevitabilmente subiranno i licenziamenti.

“Molti di loro non sono pagati da dodici mesi –aggiunge ancora il segretario Crocè, ma questa è un’altra storia che merita un approfondimento sulle cause che hanno prodotto questo disastro”.