Servizi sociali, Angela Rizzo diffida Cateno De Luca: “Mai voluto fare l’assessore, adesso basta!”

MESSINA. “Non sono mai stata al soldo di De Luca e non l’ho mai richiesto. La mia onestà intellettuale mi costringe a non avere catene”. Angela Rizzo, da sempre attiva nel mondo del volontariato e spina nel fianco delle amministrazioni comunali da Accorinti in poi, quando si dimise dal ruolo di esperta tre mesi dopo l’elezione del sindaco scalzo, quando si rese conto che il programma sventolato durante la campagna elettorale non sarebbe stato rispettato, va all’attacco nei confronti di Cateno De Luca, che più volte ha dichiarato pubblicamente che lei avrebbe voluto fare l’assessore ai Servizi sociali nella sua giunta.
“I fatti sono questi -spiega Rizzo. De Luca mi ha voluta incontrare in quanto io ero esperta regionale per i servizi sociali e i rapporti con gli enti locali di CittadinanzAttiva e facevo parte del tavolo tecnico per la tematica relativa alla disabilità della Regione Siciliana, assessorato alla Famiglia, politiche sociali e lavoro, nominata dall’allora assessore Carmencita Mangano con il decreto n° 14 del 2017, ed ero anche componente il CoGe, il Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato della Regione Siciliana, nominata con il decreto assessoriale n° 326 del 24 novembre 2016. Inoltre, dal 2014, con un decreto dell’assessorato alla Salute n° 13866 del 12 febbraio 2015, ero anche membro dell’equipe di valutazione della qualità delle strutture ospedaliere secondo la prospettiva del cittadino. Sono stata contattata dall’allora addetto stampa di De Luca all’inizio del 2018 e, con lui presente, mi sono incontrata con De Luca -prosegue Rizzo- che mi ha chiesto della situazione dei servizi sociali a Messina. Ci tengo a precisare che tutta la mia attività è pubblica e che De Luca avrebbe potuto attingere dal web e dai giornali le azioni che io mettevo in campo a tutela dei più fragili o le disfunzioni che man mano si palesavano.
Sono storiche sono le mie battaglie sul “vuoto per pieno”, sui fondi extrabilancio e sulla compartecipazione richiesta agli assistiti del SAD H (Servizio di Assistenza Domiciliare Handicap, ndr) e SAD (Servizio di Assistenza Domiciliare, ndr). A conclusione dell’incontro da lui richiesto, De Luca mi ha pregato di candidarmi nelle sue liste e io ho risposto un secco no, perché non avevo alcun interesse in tal senso. Successivamente sono stata contattata dall’assessore Massimo Minutoli su messanger, che mi ha chiesto il mio cellulare e se poteva girarlo all’attuale assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore. Ciclicamente escono questa storia che volevo fare l’assessore ai Servizi sociali, ma non è assolutamente così e la mia storia personale lo dimostra: ho sempre avuto le mie idee e le ho sempre difese. Io sono libera e visto che nonostante la mia richiesta il video con queste affermazioni false e gli insulti è ancora online, ho già dato mandato al mio avvocato di querelarlo”.
La denuncia presentata da Angela Rizzo nei confronti di De Luca è molto circostanziata. “Le scrivo la presente per esprimere il mio profondo sconcerto ed il mio fermo dissenso -si legge nella diffida- in merito alle dichiarazioni da Lei rese lo scorso 15 dicembre 2025 durante l’evento istituzionale “Messina Social City – Modello di gestione pubblica”, tenutosi a Palazzo Zanca. In tale sede, intervenendo come relatore, Lei ha pubblicamente affermato che
io sarei stata una Sua “consulente” nel 2017 e che avrei contribuito alla stesura di dossier strategici fino alla vittoria delle elezioni.
Mi corre obbligo, per correttezza intellettuale, smentire categoricamente tali affermazioni: come Lei ben sa, non ho mai prestato alcuna assistenza professionale, né formale né informale, a Suo favore o per le Sue compagini politiche. Al contrario, pur avendo ricevuto da parte Sua diverse proposte di collaborazione e candidatura, le ho sempre fermamente rifiutate per una mia radicale e nota incompatibilità etica e politica. Attribuzioni di questo tipo non sono soltanto inesatte, ma risultano profondamente lesive della mia onestà intellettuale.
Rappresentarmi come una “ex collaboratrice” sembra un tentativo mirato di delegittimare il mio attuale impegno civile. Quando esercito il diritto di critica sociale sulle criticità gestionali dei servizi ai disabili o della “Messina Social City”, lo faccio in piena autonomia e terzietà. Etichettare tale attività come il risentimento di una “consulente delusa” – figura, ripeto, mai esistita – costituisce una distorsione della realtà volta a indurre la cittadinanza in errore sulla natura del mio operato, nonché sulla mia stessa persona.
Trovo inoltre inaccettabile che in un contesto istituzionale, ed in mia assenza, siano stati utilizzati termini quali “colei che sputa veleno” o illazioni sul fatto che io dedichi la mia intelligenza al “male o al nulla”. Tali espressioni eccedono ampiamente i limiti della continenza e del decoro, offendendo la mia reputazione professionale e personale dinanzi alla collettività. Tale intervento, poi, è attualmente ancora fruibile a tutta la cittadinanza stante che il medesimo risulta ad oggi pubblicato sulla pagine ufficiale Facebook del sindaco della Città di Messina, costituendo quindi una perpetua lesione della mia immagine senza diritto di replica.
Tutto ciò premesso, considerata la gravità di quanto occorso, io sottoscritta, Sig.ra Angela Rizzo, con la presente La invito e diffido formalmente a procedere alla rettifica immediata di quanto da Lei affermato sul mio conto durante l’evento, smentendo pubblicamente l’esistenza di un qualsiasi rapporto di consulenza o collaborazione con la sottoscritta e della sottoscritta con Lei, pubblicandolo anche sulla pagina Facebook del sindaco della Città di Messina ed in tutte quelle (social compresi) ove allo stato è presente il Suo intervento del 15.12.2025 a Palazzo Zanca; astenersi dal reiterare in qualunque sede (fisica, mediatica o social) messaggi non veritieri che strumentalizzino il mio nome per fini di propaganda politica; rispettare rigorosamente il canone della verità e il decoro della mia persona.
Con l’avvertimento che, in mancanza di un riscontro immediato e di una pubblica smentita entro e non oltre 3 giorni dal ricevimento della presente, mi vedrò costretta a tutelare i miei diritti in ogni sede competente. Mi riservo sin d’ora di agire in sede civile per il ristoro dei danni subiti all’immagine e di adire l’autorità giudiziaria penale per la fattispecie di diffamazione aggravata, ai sensi degli artt. 2043 e 2059 c.c. e degli artt. 594 e 595 c.p. Confido in un Suo sollecito riscontro che ristabilisca la verità dei fatti senza necessità di ulteriori azioni”.

