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Senza stipendio da febbraio, i lavoratori Teseos scendono in piazza

Foto Dino Sturiale

Senza stipendio da febbraio, stamane i 135 lavoratori della cooperativa Teseos hanno manifestato davanti al Comune di Messina.

Il tentativo di conciliazione con la cooperativa è fallito, visto che i vertici societari hanno ribadito che non pagheranno i salari arretrati fino a quando non sarà pubblicato il bando per la vendita delle azioni della Società Servizi Riabilitativi.

Una decisione inaccettabile per lavoratori e sindacati, che durante l’assemblea di mercoledì scorso hanno deciso di dare il via ad una stagione di lotte iniziata stamane davanti al Comune. Ad aggravare la situazione, il recente ed inaspettato licenziamento di 32 lavoratori.

Il sindaco Renato Accorinti si è subito incontrato con i manifestanti ed ha già fissato un incontro per venerdì alle 13, al quale sarà presente l’assessore ai Servizi sociali Nino Mantineo, per discutere della vertenza anche con l’ASP 5.

Quest’ultima gioca un ruolo fondamentale, visto che detiene la maggioranza della SSR.

“I lavoratori della Teseos non percepiscono gli stipendi da febbraio -dichiarano Clara Crocè e Calogero Emanuele, segretari generali di FP Cgil e Cisl FP di Messina. Nonostante negli ultimi mesi la cooperativa abbia ricevuto da parte della SSR oltre  un milione di euro non ha pagato quanto dovuto. Abbiamo richiesto alla Società Servizi Riabilitativi di non liquidare alcuna somma alla cooperativa e di pagare direttamente i lavoratori, ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto alcuna notizia.

Dopo le dimissioni del professor Coletta, soltanto pochi giorni fa la Regione ha nominato il dirigente regionale Antonio Lo Presti quale amministratore unico della Società. Al nuovo Amministratore chiederemo un incontro per definire le modalità di pagamento diretto degli stipendi a tutti i lavoratori, perché è a rischio la continuità dei servizi riabilitativi. Molti lavoratori sono costretti a chiedere soldi in prestito per potere assicurare i servizi riabilitativi agli utenti. Alla drammatica situazione finanziaria -dichiarano ancora i due dirigenti sindacali- dobbiamo aggiungere l’incertezza occupazionale di tutti i lavoratori delle tre cooperative socie (Teseos, Rigenera e Obiettivo Salute).

Non siamo convinti della strada intrapresa dall’assessore alla Salute Lucia Borsellino (la scelta dell’alienazione delle quote societarie da parte dell’ASP 5) in quanto le disposizioni  del DL 95 del 2012 prevedono che “non si applicano alle società che erogano  servizi in favore dei cittadini”.