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Senato, via libera al trasferimento del Punto Franco

Via libera del Governo all’emendamento dell’UDC per il trasferimento del Punto Franco di Messina. Durante l’esame del Ddl per la riforma dell’ordinamento portuale è stata accolta nell’ordine dei giorno dell’esecutivo Monti la modifica richiesta del capogruppo Udc al Senato Gianpiero D’Alia, che impegna il Governo ad approvarlo. 

Passaggio questo, che dovrebbe porre fine all’annosa querelle tra l’Autorità Portuale di Messina e l’Ente Porto rispetto alla titolarità di alcune aree che quest’ultimo sostiene gli spettino, a dispetto della legge 94 del 1994 con la quale furono istituite la Authority in Italia e che trasferì a queste ultime tutte le competenze ricoperte fino ad allora dai vari enti, compreso appunto l’Ente Porto di Messina. 

“È una bella cosa -commenta il presidente dell’Autorità Portuale Antonino De Simone- ma ho visto molti emendamenti fermarsi là dove sono partiti e quindi preferisco aspettare che l’iter si concluda  Prima di cantare vittoria devo vederlo approvare anche alla Camera e poi vederlo diventare legge. Sapendo di questo passaggio in Senato mi sono già informato rispetto allo step successivo a Montecitorio e attendo notizie sulla calendarizzazione dell’emendamento, che però non è ancora prevista. Certo, se si arrivasse fino in fondo sarebbe davvero ottimo, perché verrebbe meno il contenzioso con l’Ente Porto. In ogni caso, come Autorità Portuale lodiamo l’iniziativa del senatore D’Alia, che si è fatto carico di rappresentare il problema. Confidiamo e siamo sicuri che gli altri parlamentari messinesi seguiranno la sua opera alla Camera”.  

Il presidente dell'Autorità Portuale Antonino De Simone

Contenzioso che si trascina nelle aule dei tribunali ormai da anni. Indirettamente, il Consiglio di Giustizia Amministrativa ha in qualche modo riconosciuto la competenza territoriale dell’Ente Porto sulle aree della Zona Falcata (nelle quali dal 1951 si deve realizzare un Punto Franco fino ad oggi rimasto solo sulla carta e costato somme notevoli alle casse pubbliche per pagare un Consiglio di Amministrazione e due impiegati) annullando le due ordinanze di sgombero che l’Authority aveva inviato a due ditte che operavano in quell’area. Ma la vicenda giudiziaria non si è ancora conclusa perché si è anche in attesa del giudizio del Tribunale Civile di Messina. L’Ente Porto ha infatti avviato una causa per ottenere il riconoscimento delle aree che anche l’Autorità Portuale reclama e a dicembre, quando il CTU depositerà la propria perizia, si inizierà di nuovo a dibattere la questione. 

Sempre che non ci siano ulteriori cambiamenti in vista per l’Ente Porto quando cambierà il Governo regionale. Quando Lombardo fu eletto lo definì insieme all’assessore all’Industria Venturi “l’ente più inutile d’Italia” ed avviò le procedure per lo scioglimento. Salvo poi fare marcia indietro e nominare commissario straordinario, confermato alcuni mesi fa, quello stesso Rosario Madaudo che per molti anni lo aveva guidato come presidente. E non è detto che il futuro presidente della Regione, accogliendo sia le richieste esplicite presentate l’anno scorso da alcuni parlamentari dell’allora centro destra, Nino Beninati e Giovanni Ardizzone in testa, che le timide sollecitazioni di quelli del centro sinistra, non decida una volta per tutte di abolire l’Ente Porto. 

L’emendamento, che oltre che dall’Udc è stato presentato anche dal Gruppo Svp e Autonomie di Palazzo Madama, autorizza il trasferimento del Punto Franco, istituito il 15 marzo 1951 con la legge 191, dalla Zona Falcata di Messina ad un’altra area di competenza dell’Autorità Portuale. Per quanto riguarda poi la delimitazione territoriale del futuro Punto Franco e qualsiasi altra azione necessaria per renderlo operativo, è previsto che siano definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta della Regione Siciliana formulata dall’Autorità Portuale messinese.