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Secondo round per le mense scolastiche, sit-in della Cgil

Nuova protesta della Cgil per protestare contro i tagli alle mense scolastiche della Giunta Accorinti. Alle 13.30 ci sarà un nuovo incontro tra l’amministrazione comunale e il sindacato. Nel frattempo, alle 11.30 inizierà un altro sit-in di protesta organizzato davanti al Comune da Filcams, Flc e Cgil Messina.

“Sia come categoria di lavoratori di settore sia come categoria che si occupa del corpo docente e della qualità del servizio per gli alunni -avevano dichiarato durante l’ultima protesta i dirigenti sindacali della Cgil- ribadiamo l’importanza che il Comune continui a garantire un servizio omogeneo su tutto il territorio comunale e per tutti i bambini e non differente scuola per scuola. Il servizio deve essere garantito anche e soprattutto alle famiglie in difficoltà, che in caso di mensa autogestita dovrebbero farsi carico dell’intero costo del ticket.

Accanto alla questione sociale, la Cgil ha evidenziato anche il problema occupazionale che riguarda gli oltre 100 lavoratori fino ad oggi addetti al servizio mensa tramite l’appalto unico, per i quali la ditta, La Cascina,  ha già avviato le procedure di mobilità”.

A distanza di 10 giorni dall’incontro con il sindaco Renato Accorinti, l’assessore Patrizia Panarello e dopo diverse sollecitazioni del sindacato per trovare una soluzione che garantisca i posti di lavoro dei 95 addetti al servizio mensa, dei 190 insegnanti del tempo pieno e la possibilità di un pasto decente ai bambini delle famiglie in difficoltà, dal Comune tutto tace.

“La Mensa scolastica costituisce  un’importante supporto per molte famiglie che anche a causa della crisi si trovano in  serie difficoltà economiche ma possono così contare su un pasto adeguato per i propri figli -ha dichiato Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina. Non ci convince la linea del

Comune, che motiva questa scelta con la carenza di  risorse economiche. E’ vero che i Comuni hanno subito tagli importanti e che Messina è in seria difficoltà, ma non si può e non si deve fare cassa sul futuro dei bambini”.

“La parcellizzazione del servizio scuola per scuola occultata dietro la denominazione di mensa autogestita -ha spiegato Carmelo Garufi, segretario generale della Filcams- avrà due conseguenze fondamentali: da un lato la perdita del posto di lavoro per le persone che da anni sono addette al servizio e dall’altra la mancata omogeneità dei pasti nelle diverse scuole, così che dove i genitori potranno permettersi un costo maggiore i bambini avranno menu equilibrati e salutari, altrove si dovranno accontentare”.

“Il meccanismo proposto finirà per creare scuole di serie A e scuole di serie B -ha ribadito ancora una volta Graziamaria Pistorino, segretario generale della FLC Cgil. Molti istituti finiranno per cancellare del tutto il servizio mensa, con il taglio anche di ore di scuola pomeridiane e la conseguente perdita di posti di lavoro tra gli insegnanti. Siamo sicuri -conclude la Pistorino- che né il sindaco Accorinti né la sua Giunta intendono avallare un meccanismo di così forte iniquità sociale e che si troverà una soluzione”.

L’assessore Patrizia Panarello ha replicato che “si tratta di dichiarazioni che non rispondono alla realtà dei fatti. E’ nostra precisa intenzione infatti far partire il servizio di refezione scolastica come è stato fatto fino all’anno scorso, si aspetta solo l’approvazione del bilancio, dopo di che si procederà ad avviare l’iter per l’affidamento del servizio. Ribadiamo che questo comporterà necessariamente una rimodulazione dei costi del servizio di refezione scolastica essendo il Comune in pre-dissesto ed avendo pertanto l’obbligo di legge del rientro del 36 per cento della spesa”.

E il confronto di oggi sarà il momento della verità, perché l’assessore Panarello dovrà dire chiaramente se e come il Comune attiverà le mense. Altri aggiornamenti dopo l’incontro.