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“Se non ora quando?” a Buzzanca: “Scelga”

Preg.mo on. Giuseppe Buzzanca

Sindaco di Messina

Palazzo Zanca 

“Preg.mo sig. sindaco,

come singole cittadine e componenti del movimento “Se non ora quando?” di Messina siamo profondamente preoccupate per il futuro della nostra città.  Che non è il futuro di un’identità astratta, ma il nostro, quello dei nostri figli, dei nostri nipoti, di chi verrà dopo di noi. 

             Viviamo senza quei servizi elementari indispensabili in una Città che vuole e deve definirsi civile: senza trasporti urbani efficienti, asili nido, mense scolastiche, tempo pieno, raccolta differenziata, collegamenti con il resto del Paese. Invece, ogni giorno dobbiamo fare i conti con un sistema urbano che si sviluppa senza regole, con strade vecchie e nuove che franano e sono abbandonate all’incuria, con periferie degradate al di là di ogni immaginazione, prive di spazi di aggregazione e dove gli anziani posso contare solo sulla solidarietà di parenti e amici.  

             Viviamo in una Città dove i diritti sono favori da concedere, dove ogni settimana ci sono lavoratori che reclamano stipendi arretrati indispensabili per sopravvivere (sopravvivere e non vivere, sia chiaro), dove la disoccupazione femminile, complice anche l’assenza di servizi per la famiglia, si attesta al 50% quando la media nazionale supera di poco il 30%. 

             Questo lungo preambolo è indispensabile per chiederLe di scegliere tra l’incarico di sindaco e quello di deputato. Quando è stato eletto Lei ha dichiarato che questo doppio ruolo avrebbe portato benefici alla città perché Le avrebbe consentito di seguire da vicino le istanze della comunità trasmesse alla Regione. 

             A tre anni e mezzo dalla Sua elezione a sindaco, è evidente che questo obiettivo è fallito. Né Lei né il presidente Lombardo siete riusciti ad andare oltre la banalità degli schieramenti politici e delle alleanze del momento. Il risultato è un braccio di ferro che non giova a nessuno, se non a voi e ai vostri partiti. 

             Scegliere dovrebbe essere per Lei un’esigenza etica e morale prima che un’opportunità politica. E quello che più ci meraviglia e ci lascia perplesse è che Lei non abbia compreso appieno quanto il suo rifiuto a scegliere un incarico piuttosto che un altro stia seriamente compromettendo la possibilità di

ripresa di questa città. 

             Siamo donne, madri, mogli, figlie di genitori anziani, lavoratrici, e siamo stanche di veder partire ogni anno oltre 3 mila dei nostri figli, fratelli e nipoti perché Messina preclude loro qualsiasi possibilità di crearsi un futuro con mezzi leciti e senza scendere a compromessi. 

             Siamo stanche di dover andare fuori a curarci non solo per le difficoltà connesse al sistema sanitario locale, ma anche perché persino il semplice andare in ospedale o eseguire un controllo diventa complicato per chi può usufruire solo dei mezzi pubblici o per chi viene da fuori ed è costretto ad accamparsi in macchina per stare vicino al proprio caro ricoverato.  Siamo stanche di dover sopperire alle carenze del sistema visto che solo un’esigua minoranza può contare su servizi sociali anche minimi o può permettersi un aiuto esterno alla famiglia, per curare e seguire figli e  genitori anziani. 

             Crediamo che il primo passo per uscire da questa situazione, che solo apparentemente è senza soluzione, sia recuperare il concetto di “polis” dal quale, come sicuramente Lei ricorderà, discende il significato primo della parola “politica”. 

             Recuperare questo concetto fondamentale per una società civile, significa assegnare un valore assoluto al benessere della collettività, mettere da parte interessi personalissimi e logiche di partito che nulla hanno a che vedere con la politica, dimostrare in maniera concreta che i cittadini sono il fine della politica e non solo serbatoi di voti. In una parola: mettere gli interessi della Città al di sopra di tutto. 

             È davvero così difficile farlo? Noi crediamo di no. Riteniamo che il senso di responsabilità connesso ad entrambe le Sue cariche Le imponga di scegliere adesso e subito, senza aspettare che a decidere siano gli altri, senza trincerarsi dietro una presunta e mai dimostrata volontà popolare. 

             Lei è anche padre di tre figlie: vuole davvero farle crescere in una città sempre più degradata e priva di qualsiasi speranza di cambiamento? Ovviamente non Le diciamo cosa fare, le chiediamo però di scegliere. Senza ulteriori rinvii, senza attendere il concretizzarsi di scenari politici fantasiosi, senza sperare in un salvagente dell’ultimo minuto. 

             Messina non può più aspettare. Ci auguriamo che Lei ne sia sufficientemente consapevole”. 

Messina, 14 dicembre 2011

Il Movimento  “Se non ora quando?” di Messina