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Quando l’Alternativa nasce in un Cantiere

Uno degli incontri del Cantiere per l'Alternativa

“La nostra idea è quella di favorire, dal basso, un momento di incontro tra tutte le realtà di lotta e alternative, sia partitiche che di movimento, della nostra città. E, al contempo, di cominciare a costruire una Rete, un Coordinamento, un’Alleanza concreta tra persone di varie associazioni che hanno il comune obiettivo di voler cambiare Messina e che hanno un’idea alternativa e radicalmente diversa rispetto a coloro i quali l’hanno governata finora”.

Con queste parole Francesco Mucciardi, giovane attivista noponte, ha presentato il Cantiere per l’Alternativa – Messina bene comune: un laboratorio politico e sociale che si rivolge a singoli cittadini, membri di associazioni per i diritti e culturali o di movimenti, di partiti di opposizione, di collettivi e di sindacati di lotta che agiscono a Messina.

Il cantiere è stato tenuto a battesimo di recente in un’affollata assemblea nell’aula consiliare della Provincia Regionale. Fin dalle prime battute -e persino nel nome che è stato scelto- è stata chiara la volontà  dei partecipanti di prendere le distanze da una politica fatta di posizionamenti tattici, scelte “ineluttabili” sempre calate dall’alto o -per converso- di invettive per cui tutto è “casta”e tutto “da rottamare”.

L’Alternativa comune -chiarisce una proposta di Manifesto presentata dal sindacalista Daniele David  e da Gino Sturniolo della Rete Noponte- è un nuovo pensiero della politica, che mette in critica il suo essere mestiere e il suo darsi come sinonimo di corruzione. La politica è felicità,  è piacere di costruire il presente con gli altri, è gioia nel progettare un futuro per i figli. La politica è, dunque, direttamente pratica della democrazia dal basso, partecipazione, assunzione di responsabilità. Chi si assume compiti delegati deve essere considerato un attivatore delle iniziative, non un decisore ultimo”.

In coerenza con queste premesse il Cantiere, pur proponendosi come collante per i partiti a sinistra del Partito Democratico  e i movimenti sociali più diversi- dall’Arcigay ai sindacati di base- , richiede a chiunque voglia collaborare un’adesione rigidamente individuale e non discute, almeno per ora, di candidature e strategie elettorali. Preferisce piuttosto adottare  luoghi emblematici del degrado, ma anche di un possibile riscatto della città come l’ex cantiere Sea Flight a Capo Peloro o l’antico quartiere del Tirone. 

Diverse assemblee e iniziative si sono già svolte fra le mura della vecchia fabbrica in riva al mare. Ogni volta i militanti si vedono almeno un giorno prima dell’appuntamento stabilito per fare pulizia e rendere accogliente il luogo. Uno “sciopero alla rovescia” come ai tempi di Danilo Dolci, per denunciare con un atto concreto l’abbandono del territorio da parte delle istituzioni e sottrarre alle mire speculative alcuni beni comuni che dovrebbero essere restituiti alla fruizione di tutti i cittadini.

“Incontrarsi al Sea Flight non è un caso -spiega Daniele Ialacqua, ambientalista storico e portavoce  del circolo cittadino di SEL. Proprio in questo luogo dieci anni fa, con la stagione dei campeggi, il movimento contro il ponte sullo Stretto assumeva  una dimensione di massa, arrivando a scendere in piazza anche con dieci, ventimila persone come nel 2006. Oggi si tratta di non disperdere quell’eredità proponendo una serie di piccoli cantieri contro la Grande Inutile Opera. Bisogna mettere in sicurezza le colline e i quartieri dal rischio sismico e idrogeologico, garantire il diritto a trasporti pubblici efficienti e moderni, dare a i nostri ragazzi scuole accoglienti e che non minaccino di crollare alle prime piogge. Così la necessità di difendere il nostro ambiente può alimentare anche la creazione di posti di lavoro non precario e contribuire ad affrontare la crisi”.

La continuità del Cantiere per l’Alternativa con i metodi e le pratiche dei movimenti che hanno cambiato la politica, a partire da Genova 2001, è perciò chiara e vincente. In un mese di vita, per giunta estivo, si sono svolte due assemblee pubbliche e innumerevoli riunioni, sono state raccolte adesioni rappresentative di un’area che comprende Sel, Prc, Pdci, Idv, Verdi-Ecologisti e Civici, Pcl, Rete No Ponte, Cgil, Cobas, Orsa, Cub, Usb, Arci, Arcigay, Collettivo Quasivive, Laboratorio Luogo Comune, Ecosiciliani, CasaMatta della Sinistra, Comitato pendolari dello Stretto, Comitato La Nostra Città, Se non ora quando?, il Movimento Non Violento di Renato Accorinti, Movimento per la cultura, Rete Rifiuti Zero, Legambiente, Wwf, Italia Nostra, Udu ed altri ancora.

L’elaborazione del programma politico è affidata ad incontri  il più inclusivi possibile e ad una sorta di brainstorming collettivo facilitato da un  uso intelligente delle mailing list  e dei social networks.

Nelle prossime settimane saranno attivati anche forum tematici su Reddito garantito e nuova occupazione, Casa, beni comuni, ambiente  e territorio e Diritti civili, cittadinanza  e democrazia partecipata. La prossima assemblea, fissata per martedì prossimo alle 17.30 al Sea Flight, discuterà di come intervenire sulle principali questioni della vita cittadina, non ultimo il problema del racket  e della legalità sollevato dai ragazzi di Addiopizzo e -soprattutto- lancerà la prima Festa dell’Alternativa.

Una tre giorni prevista per metà settembre in cui, nella migliore tradizione della sinistra, si alterneranno dibattiti  a momenti di divertimento e socializzazione per dare slancio ulteriore al progetto del Cantiere, con molta attenzione ai contenuti e un occhio alle prossime elezioni amministrative, coltivando il sogno non tanto segreto di poter fare come a Palermo o Barcellona Pozzo di Gotto.