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Scoglio e i precari: in Comune meritocrazia e premialità reale

Gianfranco Scoglio

Meritocrazia e riconoscimento dei risultati effettivi raggiunti. La campagna elettorale entra nel vivo e il candidato sindaco di Nuova Alleanza Gianfranco Scoglio chiama in causa i dipendenti, precari compresi, del Comune di Messina.

“Quando ci sono difficoltà economiche come in questo periodo -scrive Scoglio- si individuano sempre i dipendenti pubblici come causa dei mali e dei disservizi della città.

Si dice infatti: loro sono fortunati godono di uno stipendio a fine mese, hanno il fondo di produttività ed emolumenti accessori vari, ma i servizi al cittadino non funzionano,  la burocrazia è opprimente ed il degrado urbano regna in ogni dove ed in ogni settore.

Accade così che ogni volta che cambia un amministrazione si ha uno stravolgimento totale della macchina amministrativa con perdita della formazione e competenza acquisita nei singoli settori e che ovviamente logiche politiche e sindacali privilegino alcuni a scapito degli altri”.

Inevitabile il passaggio sugli oltre 300 precari di Palazzo Zanca. Nella nota, infatti, Scoglio ricorda che da 20 anni non si bandiscono concorsi nella Pubblica Amministrazione e che

in Comune da decenni lavorano “uomini e donne illusi dalle varie formazioni politiche, che seppur essenziali al funzionamento delle macchina amministrativa non potranno mai farne parte e che sono definiti precari come se non fossero lavoratori o non avessero una dignità umana.

Pochi sanno che il tempo trascorre inesorabile anche per i dipendenti comunali e che l’età media degli impiegati è 50 anni e che essi sono chiamati ad applicare leggi farraginose e troppo spesso contrarie ai principi fondamentali europei di libertà economica e di autonomia privata frettolosamente importati in un Paese in cui non è radicata tale cultura. Grazie al lavoro di quegli uomini e donne, invertendo una tendenza consolidata, la città ha raggiunto importanti risultati”.

La proposta di Scoglio allora, rispetto a temi come il lavoro, i servizi essenziali e lo sviluppo economico, è quella di dare ai lavoratori di Palazzo Zanca “meritocrazia e premialità reali in esito ai risultati effettivamente raggiunti e rendiamoli consapevoli di essere parte essenziale della città e di avere insieme alla politica la responsabilità di realizzare progetti di cambiamento attraverso l’efficienza delle loro azioni senza la quale si continuerà a dimenticare che è il Comune al servizio del cittadino e non il contrario”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.