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Scippo alla città, confermata la Risonanza Magnetica a Barcellona

Il sindaco Accorinti e l'assessore Mantineo

Niente da fare per il mantenimento della Risonanza Magnetica all’ex ospedale Regina Margherita. Messina incassa l’ennesimo scippo e ringrazia l’assessore regionale alla Sanità Lucia Borsellino.

Che durante l’incontro di ieri a Palermo ha ribadito al sindaco Renato Accorinti che la RM originariamente prevista per l’ex nosocomio di viale della Libertà (e per la cui installazione sono stati appositamente ristrutturati alcuni locali) andrà al Cutroni Zodda di Barcellona.

Che è a 10 minuti di distanza dall’ospedale di Milazzo dove la Risonanza Magnetica c’è già. Per non parlare dell’ulteriore spreco di denaro pubblico, visto che l’apparecchiatura in questione non è un tostapane che si può spostare da una stanza all’altra senza problemi e che si dovranno comunque spendere un bel po’ di euro per predisporre locali adeguati dove installarla.

Un capolavoro a quattro mani dell’assessore Borsellino e del commissario straordinario dell’ASP 5 di Messina Manlio Magistri (unico caso in Sicilia di commissario succeduto ad un altro commissario) che con la scusa di potenziare la provincia hanno defraudato la città della Risonanza Magnetica, azzoppando il PTA previsto per l’ex Regina Margherita prima ancora che nascesse e regalato molti pazienti alle strutture private, viste le liste di attesa degli altri nosocomi cittadini.

Il sindaco Accorinti è rientrato da Palermo con un carico di promesse della Borsellino, che prevedono “l’impegno della definizione entro 10 giorni di un piano integrato di efficienza delle Alte tecnologie per Messina e provincia, che preveda anche una verifica delle liste d’attesa per potenziare l’offerta sanitaria per gli esami di risonanza magnetica a Messina, un anticipo di quote delle somme previste per gli interventi strutturali e tecnologici per consentire all’ASP5 eventuali migliorie che si dovessero rendere opportune nei presidi di via del Vespro e dell’ex ospedale Regina Margherita (per i quali l’Azienda Sanitaria ha consegnato al primo cittadino una proposta di

pianificazione delle attività per evitare duplicazioni e la razionalizzare l’offerta dei servizi) e la concessione in comodato d’uso dell’area dell’ex nosocomio di viale della Libertà, al netto delle attività sanitarie che vi saranno allocate, per funzioni di tipo sociale che saranno programmate dal Comune”.

Durante la conferenza stampa di stamane, il sindaco Accorinti ha annunciato, tra le ipotesi possibili per l’uso futuro degli spazi del Regina Margherita, anche la creazione di una Casa dello Studente o del secondo Palazzo di Giustizia.

Passaggio quest’ultimo che lascia piuttosto perplessi. Non solo perché al di là degli annunci non sono stati forniti dati concreti, ma anche perché, abbandonato da oltre 10 anni, il vecchio ospedale è in gran parte inservibile. Trasferire delle attività di qualsiasi tipo, comporterà dei costi. E con un Comune in pre-dissesto, resta da capire come e dove l’amministrazione troverà i fondi.

In ogni caso, tra due settimane si convocherà a Messina un tavolo tecnico con l’assessore Borsellino e il commissario straordinario Magistri, per discutere anche l’ipotesi di creare un polo materno-infantile all’ospedale Piemonte.

La sensazione del deja vu è sempre più forte, ma Accorinti, ha ugualmente dichiarato che quella di Palermo “è stata una riunione proficua, che ci ha permesso di esporre quanto abbiamo ribadito in altre occasioni. Sarà definito entro dieci giorni un piano per un migliore utilizzo delle risonanze magnetiche presenti sul territorio messinese, al quale seguiranno nostre controproposte. E’ stato avviato anche un tavolo sulle strutture di via del Vespro, Piemonte ed ex Margherita”.

Con notevole candore l’assessore alle Politiche Sanitarie Nino Mantineo ha invece dichiarato che “dal 22 luglio abbiamo portato avanti questa battaglia nell’interesse della città di Messina e alla fine il risultato è parzialmente positivo. E’ vero che la risonanza magnetica andrà via e il PTA non è stato ancora realizzato, ma per la prima volta si è stabilito che in futuro le questioni sanitarie riguardanti Messina e la sua provincia saranno frutto di incontri e scelte condivise tra Regione Sicilia, Comune e ASP5″.