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Sciopero rifiuti, adesione altissima in tutta la provincia

Lavoratori di Messinambiente durante una protesta

Ci sono bombe ad orologeria che lo sono un po’ più delle altre. A Messina, quella della raccolta rifiuti lo è un po’ più delle altre. 

Prova ne sia, il blocco totale nell’intera provincia, dove dalle 4 del mattino fino alle 21 di questa sera i lavoratori hanno incrociato le braccia. A determinare lo sciopero di oltre mille addetti i ritardi di diversi mesi nei pagamenti degli stipendi.

I numeri sono da record. All’ATO 4 ha scioperato il 100% dei lavoratori. Lo stesso è successo all’ATO 1 e alla Messinambiente di Taormina. Numeri alti anche nell’ATO 2, con l’eccezione di Milazzo e Barcellona, dove i sindaci, così come a Patti e a Gioiosa Marea hanno firmato l’atto di subentro alle ditte che gestivano il servizio, eliminando così il problema del pagamento degli stipendi. Fatto questo, che in parte ha limitato la partecipazione dei lavoratori allo sciopero.

Adesione alta anche alla Messinambiente, con l’eccezione degli addetti del servizio di spazzamento, che in linea di massima non hanno aderito allo sciopero anche a causa di voci dell’ultim’ora messe in giro non si sa bene da chi, che indicavano come motivazione principale della protesta la solidarietà ai lavoratori delle altre ATO provinciali.

Mentre infatti a determinare i problemi di Messinambiente sono i mancati trasferimenti da parte dell’ATO 3, che eroga solo una parte dei fondi che ogni mese il Comune stanzia per la partecipata, in provincia le ditte che curano il servizio per conto degli ATO sostengono di non essere in grado di pagare i salari perché le amministrazioni comunali non hanno versato loro quando dovuto. 

“E’ necessario un atto di responsabilità da parte dei sindaci interessati -dichiara Clara Crocè, segretario generale della FP Cgil di Messina- e firmare l’atto di subentro. Dove questo è stato fatto non ci sono più stati problemi del genere. È impensabile dover ricorre ogni mese a proteste e manifestazioni per ottenere il rispetto dei diritti dei lavoratori. Il 15 del mese è già passato e ancora non ci sono notizie dello stipendio di agosto. Questa cronicità è inaccettabile e deve essere risolta una volta per tutte”.