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Sciopero della Navigazione FS il 12 settembre

La Messina e la Logudoru utilizzate a mezzoservizio, la Iginia e la Scilla che vanno avanti ai limiti della resistenza e la Villa ferma a tempo indeterminato. La flotta FS per l’attraversamento dello Stretto di treni e mezzi è tutta qui.

E se  a questo si aggiunge una gestione del personale molto personale e un’organizzazione del lavoro da Corte dei Miracoli il quadro è completo e si comprende perché il sindacato Orsa abbia dichiarato lo sciopero generale di 8 ore per il 12 settembre, quando le navi si fermeranno dalle 13.45 alle 21.45.

“La rocambolesca gestione dell’impianto Navigazione di Messina sta trascinando il servizio essenziale di traghettamento nello Stretto verso la definitiva dismissione -avverte Mariano Massaro, segretario generale di Orsa Sicilia. La dirigenza locale dimostra una allarmante incompetenza che più volte ha messo in discussione finanche il diritto alla continuità territoriale sovvenzionato dallo Stato”.

Per il sindacato è “inaccettabile che la nuova unità navale Messina sia ancora utilizzata parzialmente con soli due equipaggi, mentre il servizio continua ad essere garantito a stento con navi datate come l’Iginia, che naviga al limite dei canoni minimi della sicurezza. La Villa è parcheggiata sine die nel dimenticatoio dei lavori e il futuro non sembra riservarle destino migliore di quello che ha portato alla dismissione della Sibari e della Rosalia. La Scilla, nonostante i recenti lavori, presenta problematiche irrisolte e la Logudoru continua ad essere utilizzata parzialmente per periodiche problematiche tecniche.

In buona sostanza, la dirigenza locale non riesce a sfruttare opportunamente gli strumenti a disposizione per garantire il diritto alla continuità territoriale né ad organizzare il servizio in modo da rendere produttivi navi ed equipaggi”.

Mariano Massaro, segretario generale ORSA Sicilia

Ma l’Orsa segnala problemi anche nella gestione del personale. Il gruppo FS infatti, pur avendo già concordato con le organizzazioni sindacali l’accesso alle prestazioni straordinarie del Fondo di Sostegno al Reddito per il prepensionamento di lavoratori appartenenti a qualifiche che le ferrovie dello Stato hanno dichiarato in esubero, a livello locale “continua ad imbarcare personale dal Turno Generale con tali qualifiche, mettendo in discussione l’effettivo esubero dichiarato per accedere al Fondo e impedendo al personale interno il funzionamento a qualifica superiore”.

Fatto questo, che peraltro smentisce nettamente la teoria dell’azienda rispetto ai presunti esuberi.

E anche in tema di organizzazione del lavoro l’Orsa denuncia che nonostante i recenti accordi è ancora attribuito il congedo d’ufficio, mentre “da oltre cinque mesi è bloccata la normale rotazione dell’orario di servizio, e la carenza di unità costringe all’utilizzo di navi e personale sempre con lo stesso orario di lavoro, in violazione degli accordi e delle norme contrattuali.

Alla conclamata inoperosità in fase di organizzazione, si affianca l’iperattività aziendale in tema di azioni autoritarie nei confronti dei lavoratori volte a distrarre l’attenzione generale dal fallimento, i licenziamenti per motivi disciplinari confezionati in pochissimo tempo dall’attuale dirigenza non hanno precedenti in alcuna delle passate gestioni, che sono state messe in discussione per molto meno”.

E il sospetto che il silenzio dei vertici nazionali del Gruppo FS rispetto a quella che è a tutti gli effetti una dismissione accuratamente programmata in alto e attuata dal basso sia in realtà un vero e proprio un nulla osta è ormai una certezza.