Lo sciacallo – Nightcrawler

glisciacalliLo sciacallo – Nightcrawler

Paese:

Genere: Drammatico

Durata: 117 minuti

Regia: Dan Gilroy

Si potrebbe definire un film sull'etica, non professionale ma umana in generale, questo “Nightcrawler” che segna l'esordio alla regia dello sceneggiatore Dan Gilroy e che vede come protagonista Jake Gyllenhaal.

Lou (Jake Gyllenhaal) è uno dei tanti uomini che in questi anni di crisi non riesce a trovare un lavoro stabile. Se la cava con qualche lavoretto qua e là e con piccoli furti, quando è necessario.

Ce la mette tutta ma proprio non riesce ad ingranare, almeno fino a quando una notte non ha l'illuminazione: si procura una videocamera e una radio in grado di ricevere le comunicazioni della polizia e comincia a sfrecciare nella notte alla ricerca di incidenti e di emergenze, riprendendo il tutto e vendendolo ai network.

La cosa gli riesce così bene da divenire sempre più spietato e incurante delle regole. Poi una notte riesce a riprendere due assassini. Gilderoy presenta con questo film quello che si potrebbe definire un eroe dei nostri tempi: un cinico manipolatore, privo di scrupoli o moralità, tentatore, inarrestabile e perfino violento, se necessario.

Non a caso compare la parola eroe, perché non c'è in questa storia una figura che gli si contrapponga. È lui il protagonista, questa la sua cinica storia in questo cinico mondo. Un personaggio che di positivo non ha nulla, eppure vince e convince. Non c'è morale o intento educatorio, Gilderoy mostra il peggio del mondo per sbatterci in faccia cosa possiamo diventare.

Il suo protagonista, Lou, è perfetto in questo ruolo: è un mostro perfetto, consapevole e felice di esserlo, un mostro pericolosamente normale. Lo spazio per i moralismi è talmente piccolo da sfuggire quasi, come il volto di quei personaggi che tentano di incarnare questi ideali ma restano fagocitati dal mondo dello share.

Non è una critica al giornalismo come può sembrare ma una critica a quelle persone che corrompono così la propria natura e di conseguenza la propria professione, siano questi giornalisti, ingegneri o operai. Un film duro e crudo, alla cui accusa nessuna coscienza potrà sottrarsi. Consigliato ai “vincenti”.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.

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