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“Schermo a tre punte”, questa sera ritratti di donne siciliane

Prosegue questa sera alle 20.30 all’Arena della cittadella fieristica, la rassegna cinematografica “Schermo a Tre Punte. La Sicilia nel cinema di oggi (con uno sguardo a quello di ieri)”, organizzata da Taormina Arte nell’ambito dell’Estate messinese in collaborazione con i sindaci di Messina Renato Accorinti e di Taormina Eligio Giardina e con il commissario della Provincia regionale di Messina Filippo Romano.

Il programma di questa sera, curato dal segretario generale di Taoarte Ninni Panzera, propone il secondo episodio di Cafon street Lunedì di Pasqua, cui seguirà il film “Un milione di giorni” di Manuel Giliberti, in prima visione, che propone ritratti di donne siciliane.

Storie di quattro donne ambientate in epoche diverse, il cui destino è inestricabilmente legato a quello di un uomo: Costanza d’Altavilla e l’amore per il figlio Federico II, la prostituta dipinta da Caravaggio nei panni di una santa, Franca Florio nell’amara riflessione sulla decadenza della sua famiglia, la servetta Carmelina e la Santa sull’altare. Storie raccontate da un gradevole Nino Frassica, nelle vesti di Duca un po’ svanito.

A seguire il film-documentario “La voce di Rosa” di Nello Correale, in omaggio a Rosa Balistreri, la cantatrice di Licata. Costruito con filmati, foto, canzoni, testimonianze di quelli che l’hanno conosciuta e con parti ricostruite con attori, “La voce di Rosa” è un tributo diretto alla donna e all’artista. Ogni sua canzone dà lo spunto ad un episodio della sua vita e al tempo stesso racconta un momento della storia sociale e culturale della Sicilia, quando i protagonisti si chiamavano Sciascia, Guttuso, Consolo, Buttitta.

Domani la serata sarà dedicata alla Faro Film, storica casa di produzione messinese degli anni ’50. Dopo “L’autobusso”, terzo episodio della serie Cafon street, sono infatti in programma due produzioni della Faro Film: “Il cappotto” e “L’amore in città”. Ispirato all’omonimo racconto di Gogol, “Il cappotto”, diretto da Alberto Lattuada e generalmente considerato il suo capolavoro, fu presentato in concorso al 5° Festival del Cinema di Cannes. Nei panni di Carmine De Carmine, un umile scrivano comunale che spera in un avanzamento nella scala sociale il cui primo passo è l’acquisto di un cappotto nuovo, un ottimo Renato Rascel, nel suo primo ruolo drammatico.

Nei sei episodi de “L’amore in città” (1953), firmati da grandi maestri del cinema italiano, Lizzani, Antonioni, Risi, Fellini, Maselli & Zavattini ed ancora Lattuada, uno spaccato di un’Italia anni ’50 con un taglio da inchiesta giornalistica. Il programma completo della rassegna è disponibile sul sito www.taormina-arte.com. Tutte le proiezioni sono ad ingresso libero e iniziano alle  20.30.