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Scandalo all’Università, arrestati i docenti Bisignano e Teti

Giuseppe Bisignano

Cosa si fa se sei un docente universitario e vuoi fare vincere un concorso come ricercatore a tuo figlio che ha un punteggio un po’ bassino?

Semplice: prometti al vincitore in pectore un concorso ad hoc per lui a patto che si ritiri e il bamboccione ottiene il posto.

L’ennesimo scandalo travolge l’Università di Messina e agli arresti domiciliari finiscono Giuseppe Bisignano (preside della facoltà di Farmacia) e Giuseppe Teti, docente di Microbiologia Clinica alla facoltà di Medicina.

In questa vicenda la Guardia di Finanza di Messina ci è arrivata per caso, mentre indagava su un giro di fatture false alla facoltà di Farmacia e per la quale Bisognano dovrà rispondere anche di peculato.

I fatti sono quelli che da tempo immemorabile tengono banco all’Università messinese: un concorso per ricercatore e tre soli concorrenti. Il primo non ha punteggio sufficiente e quindi si autoelimina, il figlio di Bisignano ha 34,55 e il terzo ha 82,12. Il divario tra i due punteggi è talmente schiacciante che non è possibile manovrare durante il concorso, i cui orali si svolgono il 15 aprile scorso. La sola e ben nota strada da seguire è quella di far ritirare il vincitore promettendogli benefici futuri. A proporre la cosa è Teti. L’aspirante ricercatore accetta e così il figlio di Bisignano ottiene il posto di ricercatore.

Coinvolti nell’inchiesta altre tre persone, compreso l’ex rettore Franco Tomasello, cui si rimprovera di non avere verificato la composizione della commissione che valutò i candidati.

A coordinare l’indagine della Guardia di Finanza di Messina il procuratore aggiunto Ada Merrino e il sostituto procuratore Diego Capece Minutolo, che accusano Bisignano e Teti di “aver gravemente inquinato un concorso per ricercatore in Microbiologia e Microbiologia Chimica, allo scopo di pilotarne l’esito”.

L’operazione, ribattezzata Pacta servanda sunt (gli accordi devono essere rispettati), è il risultato di indagini durate diversi mesi, che ancora una volta hanno acceso i riflettori su un sistema perfettamente organizzato che permette di far vincere cattedre e concorsi a chi si vuole e non a chi ne ha diritto.

A firmare le ordinanze di custodia cautelare il GIP Massimiliano Micali. “In sostanza -è stato spiegato in conferenza stampa- è stato accertato che sia la commissione giudicatrice, che il vincitore del concorso, erano stabiliti a monte dagli arrestati, con la collaborazione dei loro colleghi.

Nel concorso oggetto delle indagini, nonostante l’accurata pianificazione della procedura, che avrebbe dovuto chiudersi con la nomina a ricercatore di un parente di uno degli arrestati, la presenza di un candidato con un punteggio più elevato aveva creato qualche problema alla consorteria criminale, che per portare a termine il piano è giunta a costringere il concorrente meritevole a ritirarsi consentendo la proclamazione del candidato predesignato.

“Pacta servanda sunt”. I patti vanno rispettati, così in una intercettazione telefonica i due arrestati concordano circa la necessità che il candidato (potenziale vincitore del concorso) debba rispettare i patti, ovvero ritirarsi, dietro la promessa di una sua successiva sistemazione in altra procedura concorsuale per ricercatore.

L’indagine è scaturita da una denuncia per una falsa fattura utilizzata presso il Dipartimento di Bisignano e ha consentito di accertare l’appropriazione di somme da parte di quest’ultimo dalla gestione del Fondo economale del Dipartimento con il concorso di un dipendente della medesima facoltà”.

Fin qui la cronaca. In chiusura tre considerazioni. La prima, è che docenti come Bisignano, Teti e tutti quelli che come loro pilotano i concorsi sono dei ladri di futuro (come è stato giustamente detto in conferenza stampa dal comandante della Guardia di Finanza), perché è a causa loro che chi non ha un

padre docente universitario o affine un concorso non potrà mai vincerlo. La seconda, è che anche se la Guardia di Finanza non ha fornito il nome del terzo candidato, quest’ultimo è altrettanto colpevole, perché accettando lo scambio che gli è stato proposto, in futuro sarà lui stesso, oggi vittima di un sistema perverso, carnefice di qualcuno più meritevole di lui. Terzo, se per farmi vincere un concorso mio padre deve truccarlo, io qualche dubbio sulla considerazione che ha di me e delle mie capacità me lo porrei. Ma qui siamo già nella fantascienza.

Aggiornamento delle 13.59

Il Pro Rettore vicario Emanuele Scribano, d’intesa con il Rettore Pietro Navarra (attualmente all’estero per motivi istituzionali), ha convocato con urgenza per oggi pomeriggio alle 15.30 gli Organi Collegiali dell’Ateneo (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) in seduta congiunta. Ai lavori, diretti da Scribano, saranno presenti anche Giovanni Cupaiuolo, coordinatore del Collegio dei Pro Rettori, e Antonio Saitta, Pro Rettore con delega alla Legalità.

All’ordine del giorno: Provvedimenti urgenti in relazione alla procedura di valutazione comparativa per l’assegnazione di n.1 contratto di diritto privato per ricercatore a tempo determinato per il settore concorsuale 06/A3, profilo richiesto SSD MED/07 (Microbiologia e Microbiologia Clinica) – inchiesta giudiziaria “Pacta servanda sunt”.

Aggiornamento delle 18.01

Il Senato Accademico e il Consiglio d’Amministrazione dell’Ateneo, in relazione a quanto emerso da notizie di stampa diffuse nella mattinata di oggi, si sono riuniti in seduta congiunta, con procedura d’urgenza, in piena condivisione con il Rettore, Prof. Pietro Navarra, assente perchè all’estero per motivi istituzionali.

Gli Organi di Governo presieduti dal Pro Rettore vicario, prof. Emanuele Scribano, hanno approvato all’unanimità il seguente documento:

Il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, fatte salve la presunzione di non colpevolezza e tutte le garanzie difensive, adotteranno ogni opportuna iniziativa prevista dalla legge, ivi inclusa la sospensione immediata dal servizio dei docenti oggetto dei provvedimenti cautelari e la costituzione di parte civile in un eventuale procedimento giudiziario.

Verrà altresì sospesa la presa di servizio del vincitore del concorso oggetto di indagine per rivalutare, alla luce  delle risultanze processuali, ogni profilo della vicenda.

Sarà chiesta agli Uffici Giudiziari la trasmissione di tutti gli atti compatibili con le esigenze di segreto istruttorio, per consentire all’Ateneo di condurre le proprie verifiche ed adottare i provvedimenti più opportuni in relazione alla gravità dei fatti.

Gli organi collegiali, inoltre, conferiscono mandato al Direttore Generale di riferire in ordine alle procedure concorsuali pendenti nel medesimo settore scientifico-disciplinare di quello oggetto dell’inchiesta, al fine di adottare le iniziative più opportune.

Senato Accademico e Consiglio d’Amministrazione, mentre procedono con determinazione contro qualsivoglia violazione della legalità, intendono rinnovare piena fiducia al personale docente e tecnico amministrativo che opera con professionalità ed impegno all’interno dell’Ateneo.

Si vuole ribadire ancora una volta agli studenti e alla comunità tutta che i fatti oggetto di indagine non possono che essere considerati che casi isolati. Il nuovo governo dell’Ateneo, nel confermare sostegno e fiducia nell’azione della Magistratura,  è più che mai determinato ad impedire che si verifichino episodi di illegalità, a garantire la qualità della ricerca e della formazione e a tutelare una rinnovata immagine di trasparenza e competenza.

In tal senso sono stati varati, in anticipo rispetto alle scadenze di legge, importanti provvedimenti, quali il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione ed il Protocollo di Legalità “Carlo Alberto Dalla Chiesa”.

Sul versante concorsuale, nel riconoscimento del merito e nella valorizzazione dei settori che si distinguono per i risultati di alto profilo raggiunti nella ricerca scientifica, si è già proceduto a modificare radicalmente, rispetto al passato, i criteri di formazione delle Commissioni giudicatrici nonché  i criteri per l’assegnazione dei posti di ricercatore e degli assegni di ricerca.