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Scandalo a Confindustria, Ivo Blandina rinviato a giudizio

Ancora scandali a Confindustria Messina. Neanche il tempo di passare il testimone al nuovo presidente Alfredo Schipani, che il neo past president Ivo Blandina è rinviato a giudizio per truffa alla Regione.

Il GUP Salvatore Mastroeni ha accolto la richiesta del sostituto procuratore della DDA Camillo Falvo. Oltre a Blandina sono stati rinviati a giudizio anche l’imprenditore Nino Giordano (anche lui in passato iscritto all’Ance, l’associazione costruttori di Confindustria Messina dalla quale si è dimesso alcuni anni fa) con interessi nella grande distribuzione, nel settore edile e anche nella compagnia aerea Alpi Eagles e amministratore della Blue Dream srl, il fratello di quest’ultimo, Giacomo, che tramite un’altra azienda, la Gioim, detiene parte delle quote della Blue Dream, i loro soci Martino Bianco e Stefano Costa. Stralciata invece la posizione di Antonino Leanza, funzionario di Mediocredito Italiano, che ha scelto il rito abbreviato.

Alcuni anni fa alla Blue Dream fu concesso un finanziamento regionale di 552 mila euro per acquistare 24 imbarcazioni da destinare al trasporto dei turisti per promuovere l’immagine turistica della Sicilia all’estero, ma con la somma fu acquistato uno yacht di lusso, il Cinzia, che secondo gli inquirenti invece di essere destinato al turismo è stato utilizzato soprattutto per uscite con amici e parenti.

Secondo l’accusa Ivo Blandina, fino a un paio di giorni fa presidente della Confindustria locale e amministratore della Comet, la società che gestisce il porticciolo Marina di Nettuno realizzato davanti alla Prefettura, avrebbe fatto figurare

Messina come il luogo di ormeggio dello yacht, mentre la base del Cinzia era il porto di Milazzo.

L’imbarcazione è stata sequestrata dagli uomini della Guardia di Finanza della Stazione Navale di Palermo e della Sezione Operativa Navale di Messina il 6 luglio scorso.

A complicare le cose hanno contribuito anche alcune false dichiarazioni di Giordano, che pur di ottenere il finanziamento avrebbe aumentato  il numero dei dipendenti della Blue Dream, oltre a dichiarare di non avere carichi pendenti.

A mettere nero su bianco il falso anche il funzionario di Mediocredito Italiano Antonino Leanza, che nella relazione finale che poi consentì l’erogazione del finanziamento avrebbe confermato che i dati corrispondevano a quelli forniti quando la pratica fu aperta.

Grazie quindi a questa relazione, Lenza avrebbe portato i funzionari della Regione a concedere i 554 mila euro richiesti per l’acquisti delle 24 imbarcazioni fantasma. A Nino e Giacomo Giordano, a Martino Bianco e a Stefano Costa si contesta anche di avere sottratto al pagamento delle accise più di 12 mila litri di gasolio, utilizzandoli per scopi che prevedono il pagamento delle imposte.

Dopo la batosta dell’arresto a metà aprile dei titolari della Cantieri Navali Palumbo, Antonio e Raffaele (quest’ultimo è membro della Giunta dell’associazione datoriale) per reati contro l’ambiente e l’avviso di garanzia di dicembre scorso, per il past president di Confindustria Messina Ivo Blandina, in carica dal 15 giugno 2007 fino a un paio di giorni fa, adesso è arrivato  anche il rinvio a giudizio. Un anno decisamente sfortunato il 2013 per gli imprenditori iscritti a Confindustria Messina.