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Santalco a Babbo Natale: “Dacci presto un vero sindaco”

Giuseppe Santalco, consigliere di "Felice per Messina"

La lettera a Babbo Natale non la scrivono solo i bambini. Tra gli adulti che confidano nella possibilità che la notte tra il 24 e il 25 dicembre il nordico benefattore esaudisca i propri desideri, c’è anche il consigliere comunale della lista Felice per Messina Giuseppe Santalco. Che nella lettera inoltrata al Consiglio, non ha chiesto un trenino o un fucile, ma un nuovo sindaco.

“E’ quasi sei mesi che la  nuova Giunta Comunale gestisce le sorti amministrative della nostra città -scrive Santalco. Come per incanto tanti amici che per dispetto avevano votato Accorinti sindaco, ora si rendono conto di aver votato un sindaco bluff, che al di fuori della sua attività di pacifista e imbonitore, pur venendo dal basso, sta deludendo tante aspettative che molti, poveri illusi avevano in lui.

Molti amici di sinistra e di destra, pur di fare un dispetto alla politica hanno pensato che Accorinti fosse il male minore rispetto a Felice Calabrò. Ancora una volta la nostra città ha dimostrato autolesionismo e, pur di distruggere lo pseudo nemico, ha votato il nulla, non dal punto di vista morale, ma dal punto di vista amministrativo.

Quante responsabilità hanno parte del centrodestra e del centrosinistra. Quanto sarebbe stato giusto un ballottaggio Garofalo-Calabrò, quanto autolesionismo in parte della sinistra cittadina che pur di non votare Calabrò ha fatto harakiri nella speranza di trovare sponda in Accorinti.

Oggi la città riflette, la stampa incomincia ad interrogarsi, alcuni politici si pongono domande sul perché hanno votato Accorinti, i cittadini rimpiangono di aver votato Accorinti … il nuovo Messia.

Ormai da mesi monitoriamo Renato, uomo da principi etici ineccepibili, animato da grande buona volontà, educatore dei giovani e portatore di ideali di pace e di profonda umanità, lavoratore instancabile.

Ma oltre questo il vuoto… Chi ha avuto modo di ascoltarlo si è reso conto che il suo ormai è un discorso monocorde, in qualsiasi sede sempre lo stesso discorso filosofico-pacifista, ma mai un intervento da sindaco della città. Mai interventi programmatici volti a dare un impulso allo sviluppo produttivo della città, mai un discorso che avvii una seria programmazione in termini di prospettive di lavoro per i giovani, mai interventi volti a tratteggiare una seria politica di sviluppo delle attività produttive, mai un coinvolgimento della parte sana sindacale della città alla ricerca di un confronto.

Parlare con lui di amministrazione e di investimenti

produttivi è come parlare del sesso degli angeli, interrogarlo sulle problematiche finanziarie che assillano il Comune di Messina è parlare a vuoto, chiedergli un contributo di idee su come affrontare il futuro dell’ATM e di MessinAmbiente è come parlare ai sordi. Si è montato la testa e non perde occasione di parlare delle TV tedesche o straniere che lo hanno intervistato. Ma perché non si occupa di incentivare lo sviluppo produttivo di Messina nei mercati esteri?

Ha ridotto la città al lumicino! Un Natale così buio non lo ricordiamo da decenni e ora gli alberi di luci installati in città sono un affronto al decoro urbano! Vergogna!”.

Fin qui la lettera a Babbo Natale, poi Santalco si rivolge direttamente al sindaco. “Hai disilluso anche il Natale dei bambini fatto di luci, hai ridotto piazza Duomo ad una casba, dove si vende abbigliamento di varia natura accanto alla cattedrale. Altro che mercatini di Natale.

Sin qui per spirito di responsabilità abbiamo votato delle delibere essenziali per evitare di affossare ulteriormente il bilancio cittadino. Ma ora la misura è colma. Hai presentato un bilancio senza anima, non c’è alcuna prospettiva di sviluppo per la città né politicamente si intravede in quali settori l’amministrazione intende utilizzare le poche risorse disponibili.

Siamo fortemente preoccupati che nei prossimi mesi si possa assistere al collasso della macchina comunale che i tuoi assessori non governano come dimostrano i recenti dietro front su varie delibere.

Da soli come Consiglio Comunale non possiamo farcela a far capire alla città, che in questo momento sembra stranamente  ancora innamorata di Accorinti, che sta amministrando il nulla con una ideologia politica ben marcata. Ci rivolgiamo a chi ha veramente a cuore il futuro di Messina: anche Voi incalzate il sindaco e la Giunta affinché evitino di essere dilettanti allo sbaraglio, perché poi di mezzo ci vanno i cittadini. La stampa cittadina valuti il sindaco sui fatti, sugli atti prodotti e su un suo disegno strategico di sviluppo della città”.

Infine l’appello a Babbo Natale. ”Caro Babbo Natale non abbandonare definitivamente Messina, dacci presto un vero sindaco, fai che la magistratura acceleri i tempi del ricorso, se passa troppo tempo i danni provocati dal pressappochismo e dalla incapacità amministrativa saranno irreversibili, corri il rischio il prossimo Natale di non trovare più i nostri figli, che saranno costretti ad abbandonare la città. Troverai solo anziani, disoccupazione, crisi sociale e, ovviamente pace, tanta PACE. Sarà, evidentemente, non la pace lieta, beata, scaturente dalle attività umane quali la condivisione, la solidarietà, la partecipazione, ma la pace subìta, connessa alla rassegnazione, scaturita dall’inerzia amministrativa a cui si è costretta la nostra città. Fai presto!”.