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#Sanità. RSA in ginocchio per i tagli dell’assessorato alla Salute, a rischio assistenza e posti di lavoro

Ospedale_sanitàAziende in ginocchio, lavoratori allo stremo, ma la Regione Sicilia continua a ignorare i problemi dei tariffari delle RSA, le Residenze Sanitarie  Assistite.

Negli ultimi 5 anni si registrano tagli di oltre il 10% e perdite del 30% per chi le gestisce, però gli standard sono ancora quelli del 2004.

E mentre attendono la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale le società che in Sicilia gestiscono in convenzione le Residenze Sanitarie Assistite per pazienti anziani invalidi o affetti da Alzheimer che necessitano di riabilitazione e cure a lungo termine, hanno chiesto di recente di essere ascoltate in Commissione Salute all’ARS.

Dando prova di una continuità con le amministrazione che l’hanno preceduta degna di ben altra causa, la Giunta Crocetta ha sempre ignorato il problema, nonostante i tagli abbiano avuto gravi conseguenze sui pagamenti a dipendenti e fornitori e sui rapporti con gli istituti di credito. 

Il decreto assessoriale del 17 dicembre 2004 aveva definito una retta quotidiana di 117,70 euro per ciascun ricoverato comprensiva dei costi per il personale e della gestione delle RSA tra riscaldamento, elettricità, pulizia, biancheria, vitto, alloggio e ammortamenti vari.

Il primo taglio risale al 2007, quando la retta è stata portata a 111,80 euro. Poi, nel 2010, si è arrivati a 106,80 euro. Somme del tutto inadeguate e le società che gestiscono le RSA hanno quindi impugnato entrambi i decreti. Adesso si attende la

fissazione dell’udienza per la decisione e a dare speranza a datori di lavoro e operatori è un passaggio precedente, quando il TAR Catania ha sottolineato la valenza temporanea del decreto assessoriale del 2007, quando fu effettuato il primo taglio.

Attualmente la Regione Sicilia spende 82 milioni l’anno per le RSA convenzionate: 25 in meno rispetto al decreto del 2004. Una riduzione che determina grosse difficoltà non solo alle aziende del settore ma anche agli oltre 2mila lavoratori che per 365 giorni l’anno garantiscono assistenza in Sicilia 2mila posti letto.

Le Prefetture di Messina e Catania si sono interessate della vicenda e hanno sollecitato l’assessorato alla Salute perché revisionasse la retta secondo gli indici ISTAT o almeno ripristinasse le tariffe del 2004.

Ma Palermo ha ignorato tutte le richieste di incontro, a partire da quella relativa all’attivazione di un tavolo tecnico specifico.  “L’esito di tali approfondimenti -spiega l’avvocato Rosario Calanni, legale delle società che gestiscono le strutture– condurrebbe all’individuazione di precisi indici di riferimento rapportati al costo del lavoro e a quelli di gestione e, conseguentemente, all’opportunità di ammettere gli adeguamenti di rette richiesti dalle RSA in quanto fondati.

Ovviamente, siamo consapevoli che nell’attuale contesto della programmazione regionale, l’analisi dell’andamento dei costi non può comportare un automatico aumento delle tariffe vigenti –aggiunge Calanni- ma è pur vero che ciò non può tradursi nel disconoscimento della necessità di avviare un percorso di graduale adeguamento della retta giornaliera riconosciuta alle RSA, frutto dell’analisi e dei vincoli appena illustrati, anche mediante rispristino dei valori tariffari antecedenti il 2007”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.