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Vendita Sanderson, braccio di ferro alla Regione tra assessorati

Peppe Grioli alla ex Sanderson

Secondo l’Esa vale 23 milioni di euro, ma la Regione la mette in vendita a poco più di quattro. Nell’elenco dei gioielli di famiglia da vendere presentato il 10 settembre scorso dall’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao c’è anche l’area della ex Sanderson di Pistunina. Ottanta mila metri quadri che secondo il Piano regolatore generale attualmente in vigore dovrebbe ospitare la cittadella fieristica, secondo l’ex assessore Gianfranco Scoglio dovrebbe essere una sorta di prolungamento della piattaforma logistica prevista per il porto di Tremestieri, mentre per gli attivisti di Piattaforma Creativa, Davide Rizzo in testa, dovrebbe essere recuperata e riconvertita per ben altri scopi.

E visto che alla Regione Siciliana gli assessorati vanno avanti ragionando a compartimenti stagni, se da un lato quello all’Economia la vuole vendere, ai Beni Culturali hanno già dichiarato l’ex Sanderson un bene culturale e sono al lavoro per assorbirla tra i beni di propria competenza.

“È folle ma è così -commenta Davide Rizzo, che si è laureato all’università della Tuscia proprio con una tesi sulla fabbrica messinese. Gli assessorati non comunicano tra loro ed il risultato è questo. In ogni caso, visto che l’area è stata dichiarata bene culturale, adesso spetta alla Soprintendenza porre un vincolo di tutela. Se non lo farà, la scadenza è imminente, sono previste pesanti sanzioni pecuniarie ed amministrative. Anche se alla luce delle decisioni dell’assessorato ai Beni Culturali è una scelta obbligata. Non si capisce chi c’è dietro questa vendita ad un prezzo così basso -prosegue Rizzo- ma visto che dovrebbe transitare tra i beni dell’assessorato all’Economia ai Beni Culturali questo dovrebbe metterla al riparo da eventuali speculazioni. La Sanderson era una delle pochissime fabbriche al mondo con un ciclo completo di trasformazione degli agrumi. Per quanto ne sappiamo, ce n’era un’altra solo in California: consegnare un patrimonio del genere a chissà quali progetti è inaccettabile”.

Tra amianto, ferro ed olii, negli anni l’ex Sanderson ha accumulato un livello di inquinamento non indifferente. Ma c’è già in atto un progetto di bonifica, che si dovrebbe completare quando il passaggio di competenze sarà completato.

Intanto, per difendere la ex Sanderson, scende in campo anche l’associazione Ionio Messina Sud. “Da tempo -spiegano Marco Laquidara ed Eugenio Enea- siamo sensibili ed attenti alla riqualificazione e al recupero dei beni di valore storico e paesaggistico della zona sud della città. Il complesso industriale Sanderson è un patrimonio che rappresenta lo sviluppo industriale del nostro territorio nel recente passato, ma purtroppo versa in condizioni di degrado totale da alcuni decenni, nonostante tra fine ‘800 e seconda metà del ‘900 sia stata il principale polo industriale della provincia ed uno dei più grandi d’Europa. Tante sono state le proposte sul destino da riservare all’ex Sanderson. Quella che noi riteniamo la più interessante ed ingiustamente scartata è il progetto di trasformarla in una fabbrica culturale e creativa dell’associazione Piattaforma Creativa. L’idea è quella di far rivivere il complesso industriale come una fabbrica di cultura e creatività sull’esperienza di  Torino con l’ex Officina Grandi Riparazioni o il recupero dell’area ex Michelin di Trento con il MUSE. La proposta della Regione di svendere il bene non è l’unica soluzione. Gli enti locali possano sfruttare meglio l’area per lo sviluppo culturale, sociale e economico, per  rilanciare l’occupazione e la ricchezza nel nostro territorio: punto di partenza di una nuova realtà sociale che ha saputo trasformare la crisi e i cambiamenti economici in opportunità culturali”.

Tra i promotori storici della riconversione in fabbrica culturale anche Peppe Grioli, segretario cittadino del PD. Che più volte da consigliere di quartiere ha sollecitato l’amministrazione “ad interessarsi ad un’area che, anche se non di sua proprietà, è però riconosciuta generalmente  come un pezzo di storia di Messina. L’idea dalla quale partire per recuperarla è sicuramente quella di trasformare l’area in un centro polifunzionale di cultura, arte sport e tempo libero. La zona sud di Messina ha assistito negli ultimi anni al proliferare di edilizia residenziale e commerciale, adesso è il momento di pensare ai servizi ed alla qualità della vita dei cittadini”.