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San Filippo del Mela. Diffama su facebook l’ex presidente del Civico consesso: condannato ex consigliere

MESSINA. Il Tribunale Monocratico Penale di Barcellona Pozzo di Gotto ha condannato per diffamazione un ex consigliere comunale di San Filippo del Mela, Egidio Maio, 66 anni. Il giudice ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero e dell’avvocato Filippo Barbera, difensore dell’ex presidente del Consiglio comunale Gavino Paulesu. La vicenda risale al 2013 quando Maio, intervenendo in un gruppo facebook in merito alla realizzazione dell’elettrodotto della Terna, attaccò Paulesu, all’epoca presidente del civico consesso filippese.

Da quanto è emerso durante il processo, commentando alcune affermazioni di Paulesu, Maio lo avrebbe offeso pesantemente, definendolo ipocrita e imbroglione e accusandolo di aver firmato una “convenzione dove hai accettato di barattare la salute dei cittadini con soldi…assumiti le tue responsabilità”.

In un primo momento la Procura di Barcellona PG aveva richiesto l’archiviazione del procedimento, ritenendo che le offese di Maio fossero giustificate dal contesto politico nel quale erano inserite. Il Giudice per le Indagini Preliminari, invece, decise di accogliere l’opposizione presentata dai legali dell’allora presidente dell’Aula, assistito dagli avvocati barcellonesi Filippo Barbera e Sebastiano Calderone, rigettando, come chiesto dai suoi difensori, la istanza di archiviazione e ordinando la celebrazione del processo.

Secondo il GIP e il giudice competente del tribunale della città del Longano ip barcellonese, le espressioni rivolte su facebook non erano coperte dal diritto di critica politica né giustificabili in alcun modo. Da qui la condanna di Egidio Maio per diffamazione, che prevede sia il pagamento di una multa che il risarcimento dei danni in favore della vittima Gavino Paulesu. “La sentenza, le cui motivazioni saranno rese note entro 60 giorni -commentano i difensori dell’ex presidnete del Consiglio comunale di San Filippo del Mela- si pone, tra l’altro, come un atteso importante precedente nelle delicate materie della diffamazione attraverso i social e del diritto di critica politica”.

Carmelo Amato

Barcellonese doc, il giornalismo è la sua ragione di vita. Indistruttibile, infaticabile, instancabile, riesce a essere sul posto “prima ancora che il fatto succeda”. Dalla cronaca nera allo sport nulla gli sfugge. È l’incubo degli amministratori di Palazzo Longano, che se lo sognano anche di notte e temono i suoi video e i suoi articoli nei quali denuncia disservizi e inefficienze e dà voce alle esigenze dei suoi concittadini. Sconfina spesso a Milazzo e dintorni.