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Saldi in tempo di crisi

Buon dì mie care, questa settimana non potevo non parlarvi dei saldi che, arrivati con largo anticipo rispetto agli anni precedenti, ci hanno permesso di comprare qualcosina che, vista la crisi, abbiamo evitato di prendere a prezzo pieno. Devo dire però che nonostante i saldi anticipati, i negozi sono quasi tutti vuoti o, comunque, non pieni come gli anni passati. Niente più file interminabili alla cassa per tutti coloro che hanno sapientemente risparmiato e messo da parte in attesa che gli amici sconti arrivassero!

Tra l’altro in alcuni negozi ho notato un’altra cosa alla quale non avevo fatto tanta attenzione precedentemente: il punto vendita diventa un mercatino. Non mi riferisco certo alla qualità dei prodotti che è, ovviamente, sempre la stessa, quanto piuttosto alla roba ammonticchiata sugli espositori. E qui mi rivolgo a tutti i clienti, non certo alle commesse che effettivamente svolgono il proprio lavoro in modo impeccabile piegando e ripiegando milioni di volte maglie e magliette perché mentre durante l’anno apriamo un maglione per vedere il modello e poi se non lo prendiamo lo ripieghiamo e lo riponiamo al proprio posto, durante i saldi lo apriamo sul banco e poi lo abbandoniamo sul tavolo. O magari lo proviamo e se decidiamo di non acquistarlo lo buttiamo in un angolo qualsiasi del negozio indifferenti a tutto e tutti. Saldi significa sconti, ma sui capi d’abbigliamento e non sulle buone maniere.

Detto questo mie care vi consiglio di fare più volte il giro dei negozi perché, visto l’inizio anticipato dei saldi, i commercianti sono partiti con

sconti più bassi che saranno ulteriormente ribassati tra alcune settimane. Inoltre, sperando di vendere il più possibile, i negozi saranno pieni di scorte. Quindi, qualcosa che è finita il giorno in cui andate voi, potreste trovarla una settimana dopo: occhi aperti dunque!

Per il resto la scelta dei capi da comprare è tutta vostra quindi al vostro buon cuore o, meglio, al vostro buon gusto.

Si sa però che c’è sempre qualcuno che non ne azzecca neppure una, stilisticamente parlando. Chi? Ma i nostri amati fashion killer.

La signora sulla cinquantina che ho incrociato ieri per strada ne è l’esempio. Prima di descrivervi il suo outfit però sarà meglio specificare che era altra un metro e venti e che il suo girovita era quasi più imponente dell’altezza. Ai piedi portava degli stivali neri di “pelle” con punta e tacco di 5 centimetri a rocchetto, di quelli che si usavano nel 2001 ma che oggi sono completamente demodé.

La gonna, lunga fino ai piedi (che per quanto ne so poteva essere anche una semplice longuette per donne un po’ più alte, ma che su di lei era qualcosa di improponibile) con una fantasia indescrivibile e piena di colori che facevano a pugni tra loro ed infine il pezzo forte: un pellicciotto di pelo di pecora (si fa per dire, in ogni caso dalla fattezza inquietante) color the che la ingolfava così tanto da farla sembrare l’omino Michelin. Lei sì che avrebbe bisogno di fare un po’ di shopping, ma con qualcuno che l’aiuti a scegliere qualcosa di decente e di adatto al suo fisico.

Anche per questa settimana è tutto mia care fashioniste, buon shopping e alla prossima.