Sala Laudamo, grande successo per l’Icaro disperato di Luca Fiorino

Locandina IcaroVanni era un uomo come tanti altri, con un lavoro, una moglie, un figlio. Poi l’avidità innata in ogni essere umano lo spinge a trascurare il figlio per cercare di recuperare un forziere semisepolto dalla sabbia, immaginando che contenga chissà quali tesori. Sono pochi minuti, ma sufficienti perché Vanni perda il bambino, inghiottito dal mare.

E allora Vanni diventa Icaro. Si chiude in un labirinto tutto suo, dove non lo raggiungono più né il dolore per la perdita del figlio né il rimorso. La sofferenza per l’abbandono della moglie diventa solo un’eco, così come il disprezzo dei compaesani.

Vanni-Icaro raccoglie ossessivamente tutte le piume che riesce a trovare, perché solo così potrà costruire quelle ali che gli consentiranno di liberarsi per sempre da dolore e rimorso e di volare via lontano.

Tutto esaurito

sia ieri sera che oggi pomeriggio alla Sala Laudamo per l’Icaro di Salvatore Arena diretto da Filippo Gessi e interpretato da Luca Fiorino. Che è un Vanni tormentato, scurrile, arrabbiato e intenso al punto giusto per trasmettere emozioni al pubblico presente nel ridotto del teatro Vittorio Emanuele, dove la DAF di Giuseppe Ministeri ha organizzato una stagione che spettacolo dopo spettacolo registra sempre più presenze e consensi.

Ottima dicevamo l’interpretazione di Fiorino. Meno convincenti testo e regia. Il primo perché si rifà a schemi drammaturgici ormai troppo sfruttati e, visto l’argomento, sarebbe stato apprezzabile un po’ di coraggio in più da parte dell’autore. La seconda perché ha puntato eccessivamente su corde sopra le righe, nonostante il dolore e la follia che da questo deriva non necessariamente debbano essere urlati.

Nel complesso comunque, uno spettacolo assolutamente in linea con l’alto livello del cartellone proposto dal DAF. Prossimo appuntamento, sempre alla Laudamo ovviamente, il 24 e 25 gennaio con La classe dirigente di Elio Crifò.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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