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Roma-Messina, racconto di Natale

Immaginate un piazzale così pieno di persone da non poterle contenere, una folla umana carica di valigie e voglia di tornare a casa. Insaporite la vostra immaginazione con un po’ di inquinamento acustico, urla, confusione. Aggiungete la mancanza di spazio e la quasi impossibilità di muoversi.

Sì, è uno scenario apocalittico. No, non è solo immaginazione.

Questa è la cronistoria di un viaggio Roma – Messina affrontato il 21 dicembre. E’ una, ma potrebbe essere la storia di migliaia di persone, perché dalla Capitale torniamo in tanti. Roma è poi punto di snodo per chi, impossibilitato a viaggiare in aereo, è costretto a cambiare mezzo a causa dell’abolizione dei treni a lunga percorrenza.

Tornare in famiglia per le vacanze di Natale dovrebbe essere un piacere eppure spesso si trasforma in un viaggio da incubo che ogni anno fa ripetere “questa è l’ultima volta”. La Sicilia è un’isola, è all’estremo sud dell’Italia, per arrivarci è necessario attraversare territori morfologicamente complessi in cui sembra ormai impossibile realizzare infrastrutture che permettano un normale transito. L’Italia solitamente se ne ricorda nelle prime settimane di agosto, quando inizia l’esodo dalle grandi metropoli verso il mare. Chi per lavoro o per scelta vive fuori casa invece affronta il viaggio della speranza anche a Natale, quando ricongiungersi con la propria famiglia è desiderio di tutti.

Ad esclusione di chi pianifica la partenza con mesi di anticipo, in molti escludono la possibilità di viaggiare in aereo per la mancanza di tariffe competitive. Anche il viaggio in auto poi lo affrontano in pochi: innanzitutto perché un’auto devi averla, in secondo luogo chi può evitare di mettersi al volante sulla Salerno-Reggio Calabria, soprattutto in giorni di probabili e lunghe code, lo fa.

A questo punto, a meno che non siate pronti per un pellegrinaggio spirituale, restano due alternative: il caro vecchio treno  (sempre meno caro in senso affettivo e sempre più vecchio e pulcioso) e poi lui, quello che non penseresti mai di prendere per più di un’ora, quello che al solo pensiero di stare seduti senza possibilità di fuga per 9 ore ti si rattrappiscono le gambe, il pullman.

Ad escludere il viaggio in treno ci vuole poco, trovare i biglietti nei prefestivi è una vera fortuna. Le Ferrovie dello Stato predispongono un solo treno notturno diretto per la Sicilia. In generale, in una giornata esistono  5 soluzioni di viaggio per la tratta Roma- Messina, di cui solo due dirette per un minimo di 7 ore e 50 minuti. Evitiamo i commenti sullo stato dei vagoni a disposizione su questa tratta, di gran lunga lontani perfino dai treni regionali che sempre FS utilizza nel centro- nord.

Così resta lui, il pullman. Dallo scorso anno, dopo l’abolizione dei treni a lunga percorrenza, l’utenza delle compagnie di trasporto in pullman è aumentata notevolmente. Troppo rispetto al sistema di organizzazione attuale. Le compagnie che servono la tratta Roma- Messina sono due: Sais Trasporti e Salemi Autolinee.

Io ho viaggiato con la prima, semplicemente perché ho trovato il biglietto sul pullman diretto

delle 21.

H 20.30, ecco il piazzale. E’ da qui, dalla stazione dei pullman di Roma Tiburtina, che è prevista la partenza del fatidico pullman. Non potete immaginare lo sgomento nel vedere così tante persone da non permettere il transito dei mezzi, nemmeno allo stadio. Vorresti scappare ma non puoi, è l’unico modo per tornare a casa. Tocca armarsi di pazienza e affrontare il caos totale.

Non esistono indicazioni, nemmeno uno straccio di cartello scritto con la Bic. Nessuna persona dello staff veramente informata sull’organizzazione, nessuno in grado di dirti dove trovare il tuo pullman e come raggiungerlo. Perché c’è un altro particolare, i biglietti non sono numerati e nessuno sa prima su qualche pullman dovrà salire. E’ come un grande gioco: solo i più temerari riusciranno a conquistare la propria sedia senza essere schiacciati.

Il 21 dicembre alle 21 sono partiti 30 pullman diretti in Sicilia con una media di 60 persone per pullman. Questo vuol dire che alla stessa ora in quel piazzale c’erano circa 1800 persone cariche di bagagli che volevano solo sapere quale fosse il loro.

Una scena apocalittica finché le solite voci non hanno consigliato di spostarsi verso una parte insolita della stazione, dove per quella sera si trovano i pullman per Messina.

Sono 4 o 6, non si capisce bene. Le persone corrono, si accalcano pur di posare il proprio bagaglio per garantirsi un posto su quella vettura, litigano per farlo. Se non ci riescono corrono verso un nuovo pullman, appena arrivato, sperando di farcela questa volta. Tutti si lamentano, ognuno sbandiera il proprio biglietto elencando i propri diritti.

Dopo corse e manovre ce l’abbiamo fatta, non so nemmeno io come. Siamo partiti con 50 minuti di ritardo, davanti a noi 9 ore di viaggio che sono diventate di più sommando l’attesa ai traghetti a Villa San Giovanni.

Qualcuno ha detto che quella sera erano attesi circa 200 pullman, eppure non sembrava ci fosse un incremento nel servizio.

Siamo arrivati a Messina alle 7.50 del 22 dicembre, esausti ma felici, non tanto di essere a casa quanto di poter finalmente distendere la gambe e chiudere gli occhi. Infondo due ore di sonno aiuteranno a dimenticare le follie di una notte e poi appena ti svegli è quasi Natale.

Da parte mia sono grata alla Sais e a tutte le compagnie di pullman, perché da 5 anni mi riportano a casa e in fondo, escludendo i giorni di caos come quello descritto, il viaggio è meglio di tanti altri. Immagino che la completa assenza di organizzazione sia in parte dovuta all’affollamento creato dall’assenza di possibilità di viaggio alternative. In fondo però almeno la Sais ha incrementato il servizio ordinario, le Ferrovie dello Stato non lo hanno fatto. Ma non è una giustificazione.

Il deputato Garofalo (Pdl) se ne è accorto e qualche giorno fa ha dichiarato “Con Alitalia, sul banco degli imputati per avere isolato il Sud ci sono Rfi e l’Anas, con i suoi interminabili lavori per il completamento della rete autostradale. Sono questi i principali responsabili di una divaricazione del Paese che non accettiamo”.

Non lo accettiamo anche noi.

Valentina Guerrera

Siciliana trapiantata a Roma da un po’ di anni. Si occupa di comunicazione, in particolare ufficio stampa e digital pr, in ambito istituzionale e politico. La passione per la sua terra e per il buon cibo l'ha portata a creare, in società, "Agromobile - La mappa del gusto", un portale per scoprire la Sicilia attraverso le sue eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche. Divoratrice di libri, instancabile praticante di yoga e viaggiatrice quanto più possibile. Per Sicilians segue da Roma i politici locali.