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Roghi misteriosi a Caronia: nessuna magia, accusato un 25enne

Il dettaglio di un materasso incendiato (foto Tremedia.it)
Il dettaglio di un materasso incendiato (foto Tremedia.it)

E così i creduloni sono serviti. Nessuna magia o forza soprannaturale. Dietro gli incendi  misteriosi di Canneto di Caronia, che anche quest’estate si sono riproposti puntuali come le zanzare e le meduse, alla fine c’è solo la mano dell’uomo. Almeno per quanto riguarda alcuni di quelli più recenti.

Nello specifico, come riporta l’Ansa, l’indagato è un giovane di 25 anni, Giuseppe Pezzino. Secondo l’accusa della Procura di Patti, avrebbe appiccato il fuoco ad alcuni mobili della casa paterna con l’obiettivo di farli rientrare tra gli incendi inspiegabili e ottenere un risarcimento.

Quando ci fu un rogo il 28 luglio scorso, il padre dell’indagato, Nino, che è anche il presidente del comitato locale che si è costituito dopo gli incendi misteriosi, dichiarò che “le fiamme sono partite a ridosso di un armadio e si sono propagate alla camera da letto. Non sappiamo cosa sia accaduto”.

Mentre si spegneva il fuoco i due Pezzino, padre e figlio, rimasero anche leggermente ustionati. Successivamente l’ARPA, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, installò una centralina per monitorare il luogo, ma non emersero dati significativi.

Quando in passato un giornalista chiese a Nino Pezzino se dietro gli incendi potesse esserci  la mano di qualcuno, lo stesso aveva replicato: “Sì certo, come no. Per mesi siamo stati al buio, il valore commerciale della casa è colato a picco”.

“Non voglio credere che uno dei residenti sia l’autore di alcuni roghi. Spero che le indagini continuino e che si faccia chiarezza”. Così Calogero Beringheli, il sindaco di Caronia, quando ha saputo che il 25enne è indagato quale autore di alcuni degli incendi. “Sono convinto –ha aggiunto Beringheli- che Pezzino dimostrerà la propria estraneità ai fatti”.

Il sindaco ribadisce poi la teoria degli incendi misteriosi. “Io stesso, insieme a rappresentanti di forze dell’ordine e giornalisti di tv nazionali –ricorda- ho visto oggetti prendere fuoco dal nulla. A breve ci sarà un tavolo tecnico a Roma e spero che si vada avanti per studiare questi fenomeni che si ripetono da diversi anni e non sono imputabili a un piromane. Auspico che le istituzioni studino con la giusta attenzione tutte le possibilità, non facendosi influenzare da alcuni episodi”.

Beringheli quindi continua a puntare sull’origine misteriosa dei roghi. Intanto sulle indagini vige il più stretto riserbo. Stamane all’alba i carabinieri della Compagnia di Santo Stefano di Camastra hanno  effettuato 11 perquisizioni tra abitazioni e auto del posto.

A coordinate le attività la Procura della Repubblica di Patti, che ha anche emesso un avviso di garanzia per Giuseppe Pezzino, accusato di incendio e danneggiamento per i roghi avvenuti  tra il 20 luglio e l’8 ottobre 2014 a Canneto di Caronia.

“Le perquisizioni –spiegano dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Messina- sono state eseguite per  individuare strumenti atti ad appiccare con rapidità il fuoco, dispositivi generatori di combustione e altre cose pertinenti ai reati per i quali si procede”.

Gli episodi inspiegabili sono iniziati 10 anni fa, nel 2004. Tra pseudo inchieste giornalistiche sia italiane che estere e gli accertamenti delle forze dell’ordine, la Protezione Civile arrivò persino ad attivare gruppo di lavoro per esaminare studiare gli incendi che sembrava si autogenerassero. La Procura di Mistretta aprì un’indagine, che però fu archiviata.

 

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.