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Robin Hood all’ATM

La sede dell'ATM

Moribonda da anni, il colpo di grazia all’ATM lo hanno dato i carabinieri, che ieri mattina hanno arrestato 5 tra dirigenti, funzionari ed impiegati dell’Azienda Trasporti. Imputato eccellente il direttore generale Claudio Conte, che è ai domiciliari, così come Salvatore Orlando, Giuseppe Lampi, Francesco Lisa (tutti e tre sindacalisti della Uil) e Bartolo Enea. Per tutti l’accusa è di truffa aggravata e di truffa ai danni di un ente pubblico. 

Le indagini sono iniziate nel 2008 e riguardano il periodo compreso tra il 2003 ed il 2007 quando, secondo gli inquirenti, insieme ad altre 17 persone tra dipendenti ed ex dipendenti dell’ATM, avrebbero prodotto una falsa documentazione rispetto ai chilometri effettivamente percorsi alla Regione Siciliana ed al carburante utilizzato all’Agenzia delle Dogane. 

“L’ingiusto profitto così procurato all’Azienda -si legge nella nota dei carabinieri- sarebbe stato utilizzato al fine di pagare alla maggioranza dei dipendenti una serie di emolumenti aggiuntivi, ovvero un numero spropositato di ore di straordinario e l’indennità mensile denominata “premio corse”, in quest’ultimo caso pur senza aver raggiunto in molte circostanze la percentuale di corse effettive rispetto a quelle previste necessaria per averne titolo. Si sarebbe ricorsi ad artifizi e raggiri, tra cui la trasmissione di consuntivi chilometrici gonfiati, l’indicazione della lunghezza di alcune corse in misura superiore a quella reale, la contabilizzazione di corse previste ma non effettuate, l’omissione della riparazione dei contachilometri di diversi mezzi e la conseguente attestazione dell’impossibilità di quantificare con esattezza le percorrenze effettive a causa del mancato funzionamento dei predetti contachilometri e dell’impossibilità di ripararli”. In pratica, proprio come Robin Hood, secondo gli inquirenti avrebbero ottenuto somme non dovute che poi “giravano” ai dipendenti ATM sotto forma di straordinari. Certo, c’è chi si è addebitato oltre 200 ore di straordinario in un mese e spesso anche in giornate prettamente festive, roba che neanche il mitico Aleksej Grigor’evič Stachanov, ma anche su questo (e quindi sulle posizioni di ciascuno) si farà chiarezza.

Il direttore generale dell'ATM Claudio Conte

Una truffa troppo complessa per essere portata avanti solo da 5 persone, da qui le indagini per altre 17

persone che non sono ancora state arrestate. “Del resto -spiegano ancora i carabinieri- l’articolata dinamica fraudolenta posta in luce dalle indagini, per come è apparsa strutturata, ha verosimilmente richiesto la cooperazione di un rilevante numero di dipendenti dell’azienda. Ad alcuni degli indagati viene inoltre contestata un’ulteriore ipotesi di truffa, concretizzatasi nella falsa attestazione della propria presenza sul luogo di lavoro e nella conseguente indebita percezione degli emolumenti corrisposti in ordine ai periodi in questione”.

Fulminea la reazione della Regione, da tempo messa costantemente da Conte sul banco degli imputati proprio a causa del mancato pagamento del chilometraggio effettuato negli ultimi anni. Alle 15.39 di ieri una nota dell’ufficio stampa dell’assessore ai Trasporti Pier Carmelo Russo annunciava che era stato “disposto l’immediato avvio di attività ispettive sull’azienda, funzionali alla costituzione di parte civile nell’eventuale processo ai presunti responsabili di truffa ai danni della Regione siciliana”.

“È necessario fare chiarezza -commenta Tonino Genovese, segretario generale della Cisl di Messina- e se si riscontreranno delle responsabilità perseguirle. Mi auguro che quanto sta accadendo, di cui peraltro si è sempre sussurrato, faccia trovare la voglia all’amministrazione Buzzanca di mettere in atto le necessarie, doverose ed opportune azioni per riorganizzare l’ATM, perché dobbiamo preoccuparci tutti insieme di tutelare e salvaguardare due beni primari: i lavoratori onesti ed il servizio pubblico per la collettività. E sia chiaro che ogni giorno che passa senza avviare questo percorso, ci avvicina sempre di più ad una strada di non ritorno”.

“La magistratura deve accertare tutte le responsabilità e fare piena luce sui fatti  emersi in queste ore -commenta Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina. Fatti che, se realmente accaduti, hanno contribuito ad aggravare il quadro di una gestione già rovinosa. Resta in ogni caso la responsabilità del sindaco che sin dal suo insediamento sapeva di trovarsi di fronte a un’azienda con gravi problemi che chiedevano soluzioni e decisioni concrete. Nonostante in questi anni alla guida dell’Atm si siano avvicendati una serie di commissari da lui individuati, nominati e di sua diretta fiducia, oggi tutti quei nodi e problemi restano irrisolti, il servizio è ulteriormente peggiorato e la situazione generale dell’azienda si è fortemente aggravata con pesanti conseguenze per la collettività, i lavoratori, i cittadini. Una gestione scadente -conclude il dirigente sindacale- che purtroppo non riguarda solo l’Atm ma l’insieme dei servizi che il Comune dovrebbe garantire ai cittadini”.