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Ritardi nei cantieri lavoro e la Fillea Cgil si mobilita

Una protesta dei lavoratori dei Cantieri Lavoro nel 2011

Troppi ritardi sull’attivazione dei cantieri lavoro e la Fillea Cgil di Messina promette la mobilitazione di massa di migliaia di disoccupati. Sul banco degli imputati l’amministrazione Accorinti e gli uffici competenti di Palazzo Zanca, che non hanno ancora predisposto i bandi necessari.

“E’ diventata ormai intollerabile l’attesa per l’attivazione in città dei cantieri di lavoro, ormai unico appiglio per migliaia di disoccupati che si vedono negare anche questa piccola ridotta forma di sostegno al reddito -dichiara Daniele David, segretario provinciale della Fillea Cgil. In considerazione della drammatica situazione sociale,il nostro sindacato chiede al Comune di pubblicare il bando, di procedere alla raccolta delle relative domande e di promuovere la mobilitazione dei soggetti interessati per garantire che la Regione Siciliana si assuma la responsabilità di consentire che l’esperienza dei cantieri di lavoro supporti effettivamente coloro che pagano la crisi”.

In attesa che dall’esecutivo arrivi una risposta, la Fillea CGIL ha convocato per venerdì 20 dicembre alle 17 in Comune di Messina un’assemblea per definire la mobilitazione.

Nei giorni scorsi invece, a presentare all’amministrazione Accorinti un’interrogazione sui cantieri di servizio varati dalla Regione a luglio scorso erano stati i consiglieri comunali Nicola Cucinotta e Benedetto Vaccarino del PD, Carmela David e Mariella Perrone dell’UDC e Antonino Interdonato (DR). A Messina se ne dovrebbero attivare 26 per dare lavoro per alcuni mesi a 800 persone.

“Che fine ha fatto il fantomatico bando afferente i cantieri servizi? -hanno chiesto i consiglieri? Quanto dovranno ancora attendere i cittadini appartenenti tra l’altro alle fasce più deboli della popolazione messinese prima di vedere risolto l’arcano?  La Direttiva dell’Assessorato alla Famiglia alle Politiche Sociali

e del Lavoro del 26 luglio 2013 dispone che l’Amministrazione comunale, redatte le schede progettuali, avrebbe dovuto inoltrarle nei termini alla Regione Siciliana per accedere al finanziamento per la successiva realizzazione dei cantieri di servizio.

Contestualmente, nelle more che il servizio I del Dipartimento regionale del Lavoro esaminasse e approvasse  i programmi di lavoro da ammettere a finanziamento ed elaborato il piano di riparto delle somme disponibili, il Comune di Messina avrebbe dovuto redigere l’apposito bando, da pubblicare all’Albo Pretorio, per dare la massima pubblicità all’iniziativa, invitando gli interessati a produrre istanza di partecipazione nei successivi 30 giorni dalla data di pubblicazione.

Ad oggi non è  stato fatto nulla di tutto ciò -dichiarano ancora i consiglieri comunali. Assistiamo a un preoccupante silenzio che mortifica i cittadini. Inconcepibile il pressappochismo con cui l’Amministrazione continua a gestire questa delicata vicenda. Pertanto, riteniamo doveroso che, in questo particolare momento, sia necessario fare chiarezza sull’iter burocratico che porterà alla fase operativa per la realizzazione dei cantieri di servizio. L’Amministrazione sembra ibernata.

La città non può più attendere, il sindaco deve  attivarsi immediatamente e personalmente affinché gli uffici preposti redigano l’apposito bando pubblico finalizzato alla presentazione delle domande e alla selezione di tutti i soggetti che vorranno essere impegnati nei cantieri di servizio. E’ altresì opportuno che l’Amministrazione Accorinti, attraverso l’Ufficio stampa, si preoccupi di comunicare tempi, modi e criteri prontamente e che nel modo più chiaro possibile faccia capire le motivazioni che fino ad oggi non hanno consentito la pubblicazione del bando”.

I cantieri di servizio, come indica chiaramente la stessa definizione, riguardano l’assistenza agli anziani e ai disabili oppure interventi sul territorio di scerbatura, pulizia delle spiagge o altro. I cantieri di lavoro invece, sono dei progetti destinati alla manutenzione straordinaria di immobili comunali o delle strade, che impiegano operai disoccupati inseriti nelle liste di collocamento, operai specializzati e qualificati o liberi professionisti.