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Pronti a marciare su Roma per gli 85 ex Servirail

Ripristinare i treni notturni a lunga percorrenza e riassorbire gli 85 ex dipendenti della Servirail. Diversamente, tutti a Roma a protestare sotto Palazzo Chigi. A minacciarlo è il segretario generale della Cisl siciliana Maurizio Bernava, che per una volta ha come alleato il nemico di sempre, il presidente della Regione Raffaele Lombardo. 

“Se dal tavolo con le Ferrovie sulla vertenza Servirail e il ripristino dei treni a lunga percorrenza previsto per giorno 20 non giungeranno soluzioni -dichiara il segretario generale di Cisl Sicilia Maurizio Bernava subito dopo l’incontro con Lombardo- porteremo la nostra protesta davanti Palazzo Chigi e al nostro fianco ci sarà anche il governatore Lombardo”. Con Bernava, hanno partecipato all’incontro anche il segretario generale di Fit Cisl Sicilia Amedeo Benigno, i segretari Fit Cisl Ferrovie Sicilia Mimmo Perrone, Fit Cisl Messina Enzo Testa e Fit Cisl Ferrovie Messina Michele Barresi e una delegazione di 10 lavoratori ex Servirail che hanno consegnato al presidente Lombardo le oltre diecimila firme raccolte a Messina a sostegno della vertenza e per chiedere il ripristino dei treni a lunga percorrenza e dei treni notte. “Abbiamo ribadito -aggiunge ancora Bernava- anche la necessità di affrontare insieme, sindacato e Regione, la vertenza sui treni a lunga percorrenza non solo per i gravi risvolti occupazionali, ma anche per fermare la dismissione e l’abbandono delle ferrovie in Sicilia, che dura ormai da 15 anni”.

“Siamo al fianco dei lavoratori -giura Lombardo – e intendiamo perseverare nel porre all’attenzione del governo nazionale la situazione determinatasi in Sicilia per effetto delle scelte operate dalle Ferrovie. Il Meridione e la Sicilia non possono continuare ad essere penalizzati, occorre che sia garantita la continuità territoriale”. 

A rafforzare la posizione della Cisl il fatto che la vertenza Servirail (800 persone licenziate a causa dei tagli dei treni notte) riguarda l’intero Paese e non solo la Sicilia. I primi cittadini di Milano e Torino, Pisapia e Fassino, hanno già chiesto alla controllata del Gruppo Ferrovie dello Stato impegni precisi per la salvaguardia degli posti di

lavoro che i tagli voluti dai vertici FS hanno azzerato, mentre giovedì scorso il sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca ha scritto al presidente del Consigli Monti sollecitando un suo intervento. 

Obiettivo di Lombardo e della Cisl regionale è il ripristino dei treni notturni. “Ovviamente -precisa Barresi- riorganizzandoli sulle reali esigenze dell’utenza. La cosa più logica sarebbe quella di farli arrivare fino a Bologna e da lì smembrarli per farli arrivare a destinazione retti verso le tre città principali del trasporto ferroviario nel Nord Italia: Milano, Torino e Venezia. Fino ad oggi abbiamo avuto treni dedicati a queste singole città, ma in un’ipotesi di riorganizzazione è più logico far arrivare un unico treno fino a Bologna e poi, come del resto avviene qui in Sicilia, far proseguire il viaggio fino a destinazione. Ipotesi questa, che peraltro avevamo già proposto in passato, ma che non è mai stata presa in considerazione dai vertici del Gruppo FS”.

E se l’ipotesi preannunciata dall’assessore ai Trasporti Pier Carmelo Russo che vede Trenitalia disposta a ricollocare gli ex Servirail dovesse realmente andare in porto, la Cisl siciliana chiederà garanzie precise per il loro futuro, per evitare che una volta incassai i 53 milioni che la Regione dovrebbe spendere per l’acquisto di materiale rotabile i posti di lavoro saltino ancora una volta. Fondamentale quindi una clausola che garantisca i lavoratori anche sul lungo periodo e non solo nell’immediato.     

Tra le richieste della Cisl anche un Contratto di Programma con impegni precisi da parte di FS mirati non solo a mantenere i servizi ferroviari in Sicilia, ma anche a portare avanti nuovi investimenti per la continuità territoriale, il trasporto regionale, il traghettamento e mantenere i servizi di riparazione e officina in Sicilia”.

Intanto a Messina cresce la tensione a causa dei tagli voluti dalle FS. Ieri mattina i 21 lavoratori della ex Ferrotel, struttura di servizio della Ferrovie chiusa la scorso anno, hanno bloccato per 20 minuti il treno diretto a Siracusa. In Cassa integrazione da un anno, ma con gli ammortizzatori sociali in scadenza a fine mese, gli ex Ferrotel chiedono la loro ricollocazione ed il ripristino degli investimenti del Gruppo FS in Sicilia e a Messina.