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Rischio idrogeologico, a Briga si riparte dagli alberi

La piantumazione degli alberi

Mentre ai piani alti si litiga su chi deve fare cosa, sui 160 milioni per la ricostruzione stanziati dopo l’alluvione dell’1 ottobre 2009 che appaiono e scompaiono dal cappello a cilindro del Governo e sulle somme enormi ancora non stanziate necessarie per la messa in sicurezza del territorio, c’è chi ha deciso di partire dal basso. O, meglio, dalle radici. E così, all’interno del progetto “Piano Locale Giovani” portato avanti dall’assessore Dario Caroniti, nel territorio a monte del villaggio di Briga sono stati piantati diversi alberi. “I terreni interessati -spiega Caroniti- sono esattamente sopra Briga e sono a ridosso di una frana sulla quale sta intervenendo la Protezione Civile con delle grosse briglie in cemento armato. Questa riforestazione che stiamo portando avanti ha un duplice scopo: prevenire ulteriori smottamenti e cedimenti dell’area terrazzata e riavvicinare i giovani alla campagna ed agli antichi saperi”. 

Intanto il IV Quartiere, attivissimo rispetto alla salvaguardia del territorio e promotore di diverse iniziative negli ultimi mesi, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il geologo Antonino Gambino, che ha dato la propria disponibilità gratuita e volontaria per effettuare i sopralluoghi necessari a monitorare l’area della Circoscrizione. 

Una necessità scaturita dall’impellenza di completare lo studio avviato l’anno scorso con l’Ordine degli Ingegneri di Messina presieduto da Santi Trovato, per individuare le criticità ambientali, sismiche e idrogeologiche del IV Quartiere. Dopo la redazione delle schede realizzate grazie alla collaborazione gratuita dei professionisti

a Fondo-Stereo, Castellaccio, Gravitelli, Montepiselli, viale Italia, Puntale Arena, Fondo Galletta, via del Pozzo, via delle Mura e torrente Trapani alto (le aree più a rischio della Circoscrizione) i risultati di queste indagini sono stati inviati all’amministrazione perché attivi gli interventi necessari per la salvaguardia del territorio. 

Il 21 ottobre scorso è stato effettuato un sopralluogo congiunto con Gambino sul torrente Trapani alto, zona ad alto potenziale di pericolosità, per valutare l’opportunità di sospendere la realizzaizone di ulteriori nuovi insediamenti edilizi in attesa di verificare le condizioni di sicurezza dell’area. 

Uno dei palazzi dell'operazione Oro Grigio, simbolo della speculazione edilizia sul torrente Trapani

“Con le schede prodotte dalle indagini geologiche, seppure non approfondite -spiega Francesco Palano Quero, il presidente del IV Quartiere-  il Consiglio vuole poter valutare oggettivamente, dopo avere raccolto le opportune informazioni tecniche, quale indirizzo indicare all’amministrazione per uno sviluppo sostenibile del territorio, rilevando rischi e criticità più immediate, con l’obiettivo ultimo di arrestare l’incondizionata, deregolamentata e scellerata devastazione delle nostre colline e più in generale dell’intera città, ponendo le basi per la redazione del nuovo PRG ormai non più rinviabile”.

E visto che i problemi di dissesto del territorio riguardano l’intera cintura comunale e non solo il centro della città, la Protezione Civile ha chiesto ed ottenuto la chiusura al transito della strada di collegamento tra i villaggi di Mili San Pietro e Tipoldo, nella località Vallone Lando, a causa dello smottamento del costone e dei pericoli conseguenti per l’incolumità degli abitanti della zona.