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Rifiuti e lavoro, l’Orsa al sindaco: “Risposte immediate”

Il sindaco Renato Accorinti

A 11 giorni dalla liquidazione dell’ATO 3, prevista per legge, nulla ancora si sa rispetto al futuro dei 53 dipendenti e, soprattutto, di cosa ne sarà dell’altra partecipata legata alla raccolta rifiuti, la società Messinambiente.

A chiedere chiarimenti il sindacato Orsa. Che in una nota inviata al sindaco di Messina Renato Accorinti e firmata dal segretario generale di Orsa Sicilia Mariano Massaro e dal segretario generale di Orsa Servizi Sicilia Francesco Fusco, pretende risposte immediate, lanciando anche pesanti strali alla nuova amministrazione.

“La chiusura del regime transitorio che fino ad oggi ha governato l’ATO3 -scrivono i due dirigenti sindacali- e la conseguente cessazione dell’attività operativa della società il 30 settembre prossimo, aprono allarmanti scenari che minacciano i livelli occupazionali e la gestione dei rifiuti. Riguardo Messinambiente, non si hanno notizie sulle intenzioni dell’Amministrazione Comunale circa il futuro dell’azienda e dei dipendenti all’indomani della chiusura dell’ATO3.

Sarà una gestione dei rifiuti in house, come ampiamente annunciato in campagna elettorale in tema di servizi essenziali per eliminare costose intermediazioni private? Si darà seguito alla liquidazione in atto della partecipata? Quale sarà il futuro dei lavoratori attualmente impiegati da Messina Ambiente?”.

Domande queste, che a 11 giorni dalla chiusura dell’ATO3 esigono risposte chiare ed immediate. “Intanto -dichiarano Massaro e la Fusco- possiamo solo prendere atto, ancora una volta, che solo

grazie allo spirito collaborativo ed al senso di responsabilità che anima i lavoratori impegnati sul campo, la città ha evitato momentaneamente l’emergenza rifiuti.

Dell’annunciata rivoluzione del sistema non vi è cenno. Ancora oggi si vivacchia a stento nel limbo indefinito in cui è stata posta l’azienda partecipata dalla precedente amministrazione comunale. Messinambiente ufficialmente è in liquidazione e dovrebbe gestire il minimo essenziale. Invece, dall’azienda si pretende che operi come se la fase di liquidazione non esistesse e si chiede massima efficienza nonostante le note difficoltà economiche che impongono un trasferimento di risorse drasticamente ridotte rispetto alle esigenze per la gestione del servizio essenziale:  un milione 200 mila euro a fronte dei circa 2 milioni e mezzo necessari ogni mese.

E’ chiaro che gli omessi pagamenti di oneri a vario titolo presto ricadranno sulla già compromessa qualità del servizio -puntualizzano i due dirigenti sindacali. Rinunciare a tutto e utilizzare le poche risorse per pagare gli stipendi dei dipendenti non è il modo migliore per agevolare l’auspicata ottimizzazione del ciclo dei rifiuti. Questo sistema ha già prodotto il collasso economico dell’ATM. Ripetere l’esperienza in tema di rifiuti sarebbe letale. Il prossimo 30 settembre potrebbero essere dichiarati cessati tutti i contratti in essere, compresi quelli che legano i lavoratori alle dipendenze di Messinambiente, destinata a chiudere. Pertanto -concludono Massaro e la Fusco- chiediamo urgente incontro con il sindaco di Messina, da svolgersi in tempo utile, per apprendere, in modo definitivo, quale sarà il futuro dei lavoratori e del servizio essenziale”.