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Ricorso al Tar, Accorinti: pronti ad andare al CGA

Il sindaco Accorinti in conferenza stampa

“Io e il mio esecutivo proseguiremo il nostro lavoro con il massimo impegno in attesa dei prossimi sviluppi. Eventualmente, se sarà necessario, ci rivolgeremo al CGA”.

Così il sindaco di Messina Renato Accorinti, durante la conferenza stampa convocata questa mattina per raccontare dell’incontro di ieri sera con il candidato sindaco del centrosinistra Felice Calabrò, sconfitto al ballottaggio, ed al quale erano presenti anche i consiglieri comunali del PD Nicola Cucinotta e Paolo David.

Calabrò, quando perse al primo turno per soli 59 voti disse subito che non avrebbe presentato alcun ricorso proprio per evitare problemi alla città, correggendo il tiro di quanti nel suo staff si erano invece dichiarati a favore di questa ipotesi.

Un’ipotesi presa in considerazione anche dai sostenitori di Accorinti e sulla quale sono tornati indietro solo quando c’è stata la certezza che si sarebbe andati al ballottaggio.

“Considerati i nostri rapporti di stima e cordialità, ho ritenuto opportuno incontrarlo prima di rilasciare dichiarazioni alla stampa sui ricorsi presentati. Ovviamente parlo a nome mio e non di Felice Calabrò, al quale comunque potrete rivolgervi per conoscere il suo pensiero.

Mi ha riferito di non aver dato alcun contributo personale alla linea dei ricorsi, ma non credo affatto che esponenti del PD abbiano agito in tale direzione senza ricevere l’avallo dai vertici del partito. A sentenza emessa, Calabrò si è riservato l’eventuale decisione, facendola dipendere dalle conseguenze temporali di un possibile commissariamento.

Io ritengo però che per il bene comune bisogna sempre trovare la soluzione migliore. Posso rispondere delle mie azioni, come nel caso degli emolumenti che, secondo quanto dichiarato nel corso della campagna elettorale, percepirò in misura ridotta. Ripensarci eventualmente sarebbe un mio diritto, poi voi giornalisti e la comunità messinese giudichereste la moralità di un’azione di questo tipo”.

Visto che le sentenze di primo grado sono immediatamente esecutive, il sindaco Accorinti dovrà ricorrere in appello e presentare una richiesta di sospensiva entro 20 giorni. Il giudizio definitivo dovrebbe arrivare al massimo entro tre mesi e se la richiesta di sospensiva dovesse essere accolta, Accorinti governerà la città fino alla sentenza, che dovrebbe arrivare tra primo grado e appello tra poco più di un anno.

Il ricorso in appello può essere presentato non solo dal diretto interessato (in questo caso il primo cittadino), ma anche da un qualsiasi cittadino.