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Riapre l’Archivio, Messina si riappropria della memoria

Una conquista come poche. E considerando il fatto che è maturata dal basso, dalla gente comune ,c’è da essere veramente contenti. Martedì scorso sono stati riaperti al Palacultura l’Archivio storico comunale e la Biblioteca, dopo un iter iniziato quando a Palazzo Zanca sedeva Francantonio Genovese e conclusosi appunto qualche giorno fa. 

L’evento ha riscosso un discreto successo, perché adesso sarà di nuovo possibile attingere a un patrimonio fino a poco tempo fa trascurato e abbandonato. Ed è in questa atmosfera che riusciamo a parlare con il pacifista Renato Accorinti, da sempre accanito sostenitore di una sistemazione migliore per quello che è un pezzo importantissimo della storia di Messina e promotore del Movimento per la Cultura, che ci offre una cronostoria del percorso di questa vicenda. “Premetto che nella nostra città -spiega Accorinti- le cose normali raramente si fanno. Voglio ricordare che per cinque o sei anni abbiamo chiesto una sistemazione migliore della biblioteca, che era stata collocata nel plesso che ospita la Scuola Enzo Drago, in ambienti stretti e umidi e con l’apertura al pubblico esclusivamente di mattina. Il sindaco Genovese al tempo pensò di collocare la biblioteca nei cantinati dello stesso plesso, favorendo l’ulteriore danneggiamento di questi testi che essendo antichi sono più fragili. Con l’arrivo di Buzzanca siamo tornati a chiedere lo spostamento in una sede più consona, ma la risposta ha continuato a essere negativa”.

Renato Accorinti

Così la vicenda finisce in mano alla magistratura. “Il Sostituto Procuratore di Messina Ada Merrino -ricorda Accorinti- ha aperto un inchiesta in seguito all’esposto mio e di tanti altri in Procura e, casualmente, in meno di un mese i libri furono spostati, anche se le loro condizioni erano talmente precarie che alcuni si erano praticamente confusi con l’intonaco dello scantinato dov’erano messi, come degli affreschi. Questo è un momento importante – conclude Accorinti- perché finalmente la biblioteca è stata riaperta al pubblico, anche se solo il martedì ed il giovedì mattina per tre ore. Un fatto questo assolutamente inaccettabile, visto che nel resto del mondo ci sono biblioteche che chiudono addirittura di sera tardi. Ci auguriamo che presto gli orari siano estesi”.

Ma tra le parole di Accorinti c’è spazio anche per un messaggio ai messinesi, un monito contro gli sprechi ed il disinteresse per la cultura.

“Questa è una vittoria di tutti i cittadini, una possibilità costruita passo dopo passo e che le istituzioni rischiavano di gettare al vento, come se la cultura non fosse una cosa importante. Invece lo è ed è pubblica. Ricordiamoci sempre che il futuro parte da qui, da questo evento, che certamente non risolve i problemi della città, però è un segnale importante. Che non deve essere trascurato, ma reso simbolo di come,con la forza delle idee, con l’impegno e la determinazione, si può fare qualsiasi cosa. La vittoria non è e non sarà mai soltanto il raggiungimento di un obiettivo, ma sarà soprattutto l’attimo stesso in cui si inizia a lottare, a manifestare e a cambiare”.