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RFI, da lunedì tutti a Tremestieri

Il porto di Tremestieri

Non c’è pace nello Stretto. In discussione questa volta lo spostamento degli approdi delle navi di RFI che trasportano auto e Tir dalla Marittima a Tremestieri, fissato per il 23 maggio. Una decisione, come accusano i sindacati di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Fast, Ugl e Sasmant, assunta unilateralmente dall’azienda. Ufficialmente questo cambiamento radicale è dipeso dall’avvio dai lavori alla banchina del porto di Villa San Giovanni, ma i rumors dei bene informati sostengono che dipenda invece da una possibile ordinanza del primo cittadino che dovrebbe proibire una volta per tutte ai Tir di attraversare la città.

In una lettera inviata al responsabile di RFI Navigazione a Messina Antonio Calluso, al prefetto Alecci ed al sindaco Buzzanca, i sindacati chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto e sottolineano come questa decisione comporterà notevoli problemi al personale. Anche perché, come qualcuno ha fatto notare en passant, non è chiaro perché le navi siano state dirottate tutte a Tremestieri, quando in città

ci sono comunque gli approdi utilizzati dagli armatori privati in viale della Libertà ed al molo Norimberga.

Tra le incongruenze sottolineate dalle organizzazioni sindacali, i tempi previsti per le singole traversate che sono insufficienti, l’impossibilità di effettuare il cambio turno a Villa San Giovanni visto che non tutto il personale impiegato nel servizio è calabrese e la mancanza in città di mezzi di trasporto pubblici che consentano un’agevole spostamento degli addetti di RFI al porto di Tremestieri. Sempre a proposito del personale, i sindacati hanno inoltre sottolineato “che non tutti i dipendenti che espletano il servizio sono in possesso dei requisiti necessari, che nel caso in cui questi ultimi dovessero decidere liberamente di usare i propri mezzi di trasporto, se per un qualunque motivo collegato alle proprie mansioni dovessero smontare a Messina avrebbero difficoltà a recuperarli a Tremestieri”. Tra l’altro, visto che proprio nel porto di Tremestieri non ci sono ingressi preferenziali per il personale né transiti pedonali, per Cgil, Cisl, Uil, Orsa, Fast, Ugl e Sasmant “in tali condizioni il cambio turno si trasformerebbe in un pericoloso slalom fra i mezzi gommati impegnati nelle operazioni di imbarco e sbarco”.