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#Regione. Il Movimento 5 stelle presenta il sito per denunciare i casi di corruzione

Da sinistra: Giulia Di Vita, Ferdinando Imposimato, Davide Del Monte, Stefano Zito

Stamattina si è svolta una conferenza stampa del Movimento 5 stelle all’Assemblea regionale siciliana per presentare il sito dove si possono denunciare in maniera anonima eventuali e potenziali illeciti.

A presentare il progetto le deputate alla Camera Giulia Di Vita e Gulia Grillo, il deputato all’Assemblea regionale siciliana Stefano Zito, Davide Del Monte, direttore di Transparency International-Italia ed il magistrato Ferdinando Imposimato.

Per Di Vita il sito “è un po’ la nostra risposta all’inazione della Regione, che inconcepibilmente ha evitato di costituirsi parte civile contro un suo funzionario, perchè le mazzette non costituiscono un fattore di particolare allarme sociale. Per noi, invece, l’allarme c’è, ed è enorme”.

Imposimato, candidato alla Presidenza della Repubblica per il Movimento 5 Stelle, la definisce una “iniziativa importante, le conseguenze della corruzione le pagano i cittadini. Colpevole la politica, il 95 per cento dei processi va in prescrizione”.

“Gli ultimi episodi di cronaca e gli ultimi arresti in Sicilia – dice Stefano Zito – ci hanno convinto ad allargare il campo d’azione. La corruzione non è solo di tipo macro, come quella relativa alla spesa farmaceutica, ma è anche micro e si estrinseca nel dipendente infedele che chiede un telefonino nuovo o nella banconota da 100 euro per velocizzare una pratica. La corruzione potrebbe annidarsi anche nella mancata trasparenza delle pubbliche amministrazioni, nei bandi scritti male o cuciti su misura”.

Del Monte di Transparency International riferendosi alla denuncia di casi di corruzione racconta che “per una nostra recente iniziativa in tal senso sono arrivate 40 denunce. Nessuna dalla Sicilia. Probabilmente la vicinanza del Movimento al territorio, dove Trasparency probabilmente è poco conosciuta, potrebbe innescare meccanismi diversi e incentivare le segnalazioni”.

Ad ostacolare le denunce di episodi di corruzione, secondo il Movimento 5 stelle, è una questione culturale, ma anche la paura delle ritorsioni, o addirittura del licenziamento. “I medici – ha detto Grillo – sono imbavagliati addirittura da norme contrattuali che li espongono a pesanti provvedimenti disciplinari che possono arrivare anche a licenziamento. Mi riferisco ai punti B e C del comma 8 dell’articolo 5 del contratto collettivo nazionale per le professioni mediche e veterinarie, che condanna le diffamazioni verso il pubblico. Dove per diffamazione può essere facilmente intesa la denuncia di un episodio corruttivo o di mala gestio all’interno dell’azienda sanitaria”.