#Regione. A Palazzo dei Normanni si commemorano le vittime di Tunisi

Giovanni Ardizzone, presidente dell'ARS
Giovanni Ardizzone, presidente dell’ARS

All’apertura dei lavori dell’Assemblea regionale siciliana è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime della strage del museo Bardo a Tunisi.

Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone è intervenuto in Aula con un lungo discorso che riportiamo integralmente.

“Come è a tutti voi noto nella tarda mattinata di mercoledì 18 marzo alcuni uomini armati hanno sparato fuori dall’edificio del Parlamento di Tunisi e poi sono entrati nel Museo nazionale del Bardo seminando morte e terrore. Oggi piangiamo l’uccisione di quattro nostri connazionali, che come altre vittime di tanti altri paesi, si trovavano al museo del Bardo per ammirarne le bellezze e di quei tunisini che si sono opposti al commando terrorista.

Avevo già fatto pervenire al signor console generale di Tunisia a Palermo Farhat Ben Souissi la vicinanza mia personale e di tutta l’Assemblea

Regionale Siciliana per questo vile e barbaro attentato terroristico ma ho chiesto a lui di essere presente ai nostri lavori parlamentari per dare un segno tangibile di questo solido legame che unisce i nostri popoli e le nostre istituzioni.

Oggi ci troviamo insieme in quest’Aula per condannare un’esplosione di violenza cieca e sterile che ferisce profondamente perché sono colpiti persone innocenti ma siamo qui anche per ribadire la difesa, senza se e senza ma, di quei valori democratici comuni per cui i tunisini si sono battuti sempre con coraggio e determinazione.

Siamo coscienti che la democrazia tunisina risulti intollerabile per chi punta a far saltare tutti gli equilibri e a generare caos o disperazione. Mercoledì scorso essa ha subito un colpo feroce e sanguinoso, ma non è stata sconfitta e non lo sarà, soprattutto se tutti, l’Italia e l’Europa intera per primi, si renderanno conto che quel caposaldo di speranza che è la democrazia tunisina deve essere conservato a ogni costo” – conclude Ardizzone.


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