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Referendum Sicilia, chi ha vinto e chi ha perso: da destra a sinistra tutte le reazioni

SICILIA: E come sempre in caso di elezioni, tutti sono soddisfatti e tutti hanno vinto. Inevitabili i toni tronfalistici del parlamentare PD Anthony Barbagallo: “Il Partito Democratico vince al Sud. L’affermazione di De Luca in Campania e Emiliano in Puglia è anche figlia del lavoro straordinario che, per la prima volta, un governo nazionale sta facendo per il Mezzogiorno del paese. Di certo la scelta di rompere le alleanze naturali – aggiunge Barbagallo -, come ha fatto Italia Viva in Puglia, è stata sonoramente bocciata Così come è chiaro un altro dato: la Lega al Sud non attecchisce”. Per quanto riguarda il referendum, “la netta vittoria del si in Sicilia oltre ad un’evidente sconfitta di Musumeci, che aveva esposto persino i suoi assessori sul no – precisa il segretario del PD in Sicilia – impone adesso di lavorare ad una riforma elettorale che salvaguardi la rappresentanza dei territori e soprattutto delle province più piccole, oggi maggiormente a rischio”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il grillino Giorgio Pasqua, capogruppo M5S all’ARS: “La schiacciante vittoria del sì è la chiarissima conferma che il M5S ha saputo interpretare la volontà popolare e  dargli quella voce che la politica,  attenta spesso solo al proprio tornaconto, per troppo tempo ha cercato di soffocare.  Chi ha cercato in tutti i modi di etichettare il referendum in chiave anti-M5S è servito.  Il risultato, eccezionale, quasi plebiscitario in Sicilia, è la conferma di quella voglia di cambiamento che c’è in giro e per la quale il Movimento

5 Stelle si è sempre battuto e si batterà sempre, nel nome e per conto dei cittadini. Il risultato delle une è un sonoro schiaffo a chi è abbarbicato alle poltrone e ai propri privilegi, per mantenere i quali, il fronte del ‘No’ si è mobilitato in massa. Le altissime  percentuali siciliane sono un sonoro schiaffo soprattutto a Musumeci, che schierandosi dalla parte sbagliata, ha dimostrato ancora una volta di non essere in  sintonia  col popolo che governa, e questo, per un presidente di Regione, è una cosa gravissima”.

Di tutt’altro avviso l’UDC Vincenzo Figuccia, che sottolinea che “iI risultati delle ultime elezioni regionali in Italia sanciscono una netta vittoria del centrodestra ed al contempo il fallimento delle politiche attuate dal governo nazionale. Se i risultati delle prime proiezioni di voto venissero confermati, infatti, il centrodestra si affermerebbe in Valle d’Aosta, Veneto, Marche, Liguria. Rimane rossa la storica regione Toscana e non fa storia la Campania in cui era scontato il dominio di De Luca. Ad uscirne ridimensionato è il Movimento 5 Stelle che non conquista alcuna regione. La debacle è confermata da percentuali che vanno dal 4% al 15%. Disfatta anche per il candidato di Italia Viva in Puglia che non riesce ad andare oltre il 2%, confermando le politiche fallimentari portate avanti fino ad oggi dal leader del partito Matteo Renzi. Il centrodestra insomma avanza ovunque e l’Udc risulta determinante in almeno quattro regioni”.