Raffineria di Milazzo: “I cattivi odori di sabato provocati da una nave”

L'incendio alla RAM del 27 settembre scorso
L’incendio alla RAM del 27 settembre scorso

Nel comunicato della Raffineria di Milazzo li definiscono fenomeni odorigeni. Chapeau. In tanti anni abbiamo sentito definire il concetto di puzza in tanti modi, ma fenomeni odorigeni ancora mancava all’appello.

In ogni caso, la notizia delle esalazioni che sabato scorso hanno fatto stare male alcuni studenti dell’Istituto d’Arte, che sono anche ricorsi alle cure del Pronto Soccorso dell’ospedale mamertino, è commentata dalla RAM solo stamane.

Il fatto è stato ampiamente riportato dalla stampa sia in provincia di Messina che a livello regionale e inevitabilmente ha richiamato alla memoria il gravissimo incendio che si è sviluppato in uno dei serbatoi dell’impianto il 27 settembre scorso, ma nella nota dell’azienda si parla di “segnalazioni di cattivi odori”.

La Raffineria dichiara di avere attivato “già nell’immediatezza del fenomeno delle indagini interne necessarie ad individuare eventuali cause a noi ascrivibili”.

Come da copione, dai “controlli effettuati su tutte le attività e strutture di raffineria non sono state individuate anomalie. E’ stata invece accertata durante un’ispezione a bordo di una nave cisterna effettuata per nostro conto da parte di una società specializzata, la presenza di diverse sorgenti emissive potenzialmente odorigene”.

Responsabile delle esalazioni quindi, secondo la RAM, è la nave, che “venerdì aveva iniziato le operazioni di carico e nella serata dello stesso giorno ha dovuto interrompere le operazioni su disposizione della Capitaneria di Porto a causa delle avverse condizioni meteo, spostandosi in rada. Al suo rientro ai pontili domenica mattina è stata effettuata l’ispezione che ha accertato le anomalie sopra dette. Abbiamo pertanto consegnato una formale lettera di protesta al comando nave evidenziando dettagliatamente le anomalie riscontrate.

Ci risulta, da prime informazioni avute, che la nave fosse appena uscita dai cantieri dove aveva effettuato operazioni di manutenzione. In futuro -promette l’azienda- la nave sarà accettata all’ormeggio presso i nostri pontili, come da nostra procedura, solo all’avvenuta certificazione dei lavori fatti effettuare dall’armatore. In generale, ai sensi del nostro regolamento marittimo, continueremo ad effettuare costanti azioni di monitoraggio per prevenire, nei limiti del possibile, l’insorgere di fenomenologie analoghe”.

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.

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