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Differenziata, l’odissea di chi ama l’ambiente

L'entrata del centro di Gravitelli
“L’A.T.O. ME 3 S.p.A. è il soggetto che ha competenza esclusiva sulla gestione integrata dei rifiuti e sulla cura del verde pubblico nel Comune di Messina“. Cosi si definisce la società sul suo sito web, colorato e accattivante. Sembrerebbe efficiente, ma sarà realmente cosi? A Messina ci sono ben cinque centri di raccoltà differenziata a Gravitelli, Pistunina, Spartà, Tremonti e Giampilieri: le cosiddette “isole ecologiche“.

La realtà però è diversa. Se prendiamo in considerazione la giornata-tipo di un cittadino che ha deciso di effettuare la raccoltà differenziata, non tutto è così semplice. Prendiamo in esame due centri, Tremonti e Gravitelli. Arrivati nel primo, bisogna scaricare il materiale differenziato raccolto all’interno della struttura dove gli operatori devono pesarlo, registrarlo al computer e rilasciare la ricevuta che servirà per detrarre dallo stipendio la quota sulla tassa della spazzatura. Peccato però che i contenitori per la raccolta siano dotati di aperture troppo piccole per inserire tutto il materiale accumulato e si sia costretti ad inserire i rifiuti poco alla volta.

E a Gravitelli le cose non è che vadano meglio. Il punto di raccolta è diviso in più settori: in una prima zona si pesa il materiale, poi lo si deve scaricare dalla propria macchina e portarlo all’interno, dove sarà pesato o los i peserà da soli. Ma se si ha a che fare con rifiuti pesanti visto che la bilancia è distante dal luogo di arrivo, l’operazione non è semplice. Superata anche questa fase, tutto deve essere registrato al computer, che però è rotto e, com da copione, la ricevuta non può essere rilasciata.

Ma la di là della perdita di tempo, diversamente da quanto succede a Tremonti (dove si può portare di tutto) nella struttura di Gravitelli si raccoglie solo materiale in PET e PVC. Fatto questo decisamente insolito, visto che nei centri la raccolta dovrebbe riguardare tutte le tipologie di rifiuti. E se a questo si aggiunge che la pubblicità fatta è insufficiente e che quasi tutto si muove grazie al passaparola tra messinesi di buona volontà, il quadro è completo.

Alcuni dei contenitori
“Io faccio la raccolta differenziata da più di 16 anni –racconta Rina Lucchesi, insegnate. Ho iniziato al Nord dove lavoravo e lì la raccolta era obbligatoria persino nelle scuole. Scesa qui non ho trovato le stesse abitudini. Anzi, appena ho saputo che il materiale riciclato negli appositi contenitori finiva
comunque in un unica fossa senza essere separato per tipologia ho smesso, perché l’ho considerata una presa in giro per noi cittadini. Quando ho saputo dell’iniziativa dell’Ato 3 tramite il passaparola, ho ripreso a farla con mio marito, anche per dare un’educazione diversa e matura hai miei figli. Ovviamente le problematiche ci sono: la merce da scaricare e da pesare nelle bilance distanti dalle auto, le strutture scomode, l’assenza di pubblicità delle strutture o la mancata educazione dei cittadini alla differenziata. Cose che non vedevo ed alle quali non ero abituata al Nord, dove abitavo prima“.

E’ dello stesso parere anche Giovanna Gentiluomo, che ha iniziato a fare la differenziata quest’anno. “C’è una cattiva organizzazione, ci sono materiali che possono essere riciclati in un centro ed in un altro no: quindi si gira a vuoto fino a quando non si trova il posto dove lasciare determinati rifiuti come gli olii o per i materiale elettrici. E poi c’è una cattiva informazione. Io ho saputo di questa iniziativa grazie alla mia vicina altrimenti avrei continuato a ignorala. Anche perché quando si chiama il servizio informazioni dell’Ato 3 non risponde mai nessuno, a parte la voce guida“.

Stando ai dati Istat, in Sicilia il 6,7% dei rifiuti è differenziato, mentre il restante 88,9% finisce in discarica. Con questo risultato negativo, l’Isola scivola all’ultimo posto in Italia. Per quanto riguarda poi le singole realtà cittadine, il primato negativo spetta a Siracusa, città natale del ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, dove soltanto il 3,8% della spazzatura è differenziata. In ogni caso in Italia, su un totale di 116 comuni capoluogo, solo 26 hanno raggiunto l’obiettivo del 50% di differenziata nel corso del 2009. In Sicilia ben sette su nove comuni siciliani si trovano agli ultimi dieci posti della graduatoria nazionale: Caltanissetta (12.5%), Trapani (8.8%), Catania (6.8%), Enna (5.6%), Palermo (5.5%), Messina (4.4%) e Siracusa (3.8%). Dati sconcertanti e che potranno essere modificati solo grazie ad una „coscienza ecosostenibile“ ancora non emersa.

Ritornando ai centri ed alla loro funzione, a Gravitelli sono stati installati contenitori interrati per carta, vetro, plastica, metalli, oltre ad altri contenitori per piccoli elettrodomestici ed olii vegetali esausti ed è aperto tutti i giorni dal lunedi al venerdi dalle 8 alle 18 ed il sabato dalle 8 alle 13. Pistunina e Spartà sono aperti tutti i giorni feriali dalle 7 alle 19: qui si possono lasciare abiti e prodotti tessili, pile, batterie, accumulatori, carta, cartone, cartucce, farmaci scaduti, imballaggi, apparecchiature elettriche ed elettroniche, computer ed accessori, lampade, tv e monitor. Tremonti e Giampilieri sono aperti al pubblico tutti i giorni feriali dalle 7 alle 19 è smistano carta, vetro, plastica e alluminio.