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Quel maledetto parquet di piazza Cairoli

L'avv. Antonio Tesoro

Gent.mo avv. Tesoro, sono una sua concittadina, più che una questione personale, volevo semplicemente sottoporle un quesito che credo possa interessare molti cittadini messinesi. Mi sono sempre chiesta, considerato che da anni il parquet di piazza Cairoli è in stato di forte degrado, e molti cittadini sono stati vittima di incidenti a causa della pavimentazione dissestata. Come bisogna comportarsi nel caso in cui uno sia vittima di un incidente a causa di ciò? Patrizia M.

La questione che mi sottopone, purtroppo è annosa e di non facile soluzione, in quanto come Lei stessa ha detto, da diversi anni il comune di Messina non ha mai provveduto a sistemare definitivamente o mettere in sicurezza la pavimentazione di piazza Cairoli, preferendo esporsi al pagamento dei danni occorsi ai cittadini per gli incidenti verificatisi.

Per prima cosa, tenga presente che il Comune di Messina ancora ad oggi, a quanto mi risulta, non ha ancora un’assicurazione che provveda al pagamento dei sinistri occorsi, e ciò rende ancora più difficile una veloce risoluzione dei contenziosi, scaturenti dagli eventuali sinistri nascenti.

A quanto detto bisogna aggiungere, che negli ultimi anni il Comune di Messina, anziché provvedere ad un accurata manutenzione o trovare una situazione definitiva al problema, a pensato bene di tutelarsi o meglio di limitare la propria responsabilità, installando alcuni segnali di pericolo inerenti la pavimentazione dissestata.

Pertanto, la questione anche a livello legale non è di facile soluzione, in quanto nel caso di specie sembrerebbe non trovare applicazione l’art. 2043 c.c., in quanto il danneggiato dovrebbe provare la colpa del Comune, dimostrando che il sinistro occorso ed in particolare l’asse rotto rappresentava un pericolo occulto. In termini legali la cd. insidia o trabocchetto, presuppone l’elemento oggettivo della non visibilità e l’elemento soggettivo della imprevedibilità che ne caso di specie verrebbero sicuramente meno per svariati motivi.

Mentre sembrerebbe meglio applicabile l’art. 2051 c.c., che consente l’inversione dell’onere della prova, ovvero il danneggiato dovrà limitarsi a provare che l’evento dannoso vi sia stato, ed in questo caso il Comune che è obbligato a custodire le strade e curarne la manutenzione, sarebbe di conseguenza responsabile dei danni cagionati alle persone e cose, per omessa custodia o cattiva manutenzione. Quanto ora detto nei limiti in cui il Comune non riesca a dimostrare che sia stato impossibile un accurato controllo o modificare la situazione di pericolo ovvero salvo che provi il caso fortuito.

Pertanto, al fine di ottenere il risarcimento dovuto al malcapitato, al momento non resta che agire in giudizio contro il Comune, tenendo però presente che anche l’esito positivo del giudizio è solo la prima tappa da percorrere, in quanto con molta probabilità ci si dovrà azionare con una procedura esecutiva per il recupero delle somme liquidate dal giudice e con il rischio che quest’ultima procedura sia infruttuosa, in quanto la situazione finanziaria del Comune di Messina non è delle migliori.

Per contattare l’avv. Antonio Tesoro potete scrivere alla seguente e-mail: studiolegale@antoniotesoro.it o collegandosi al sito web www.antoniotesoro.it

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.