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Quando il tempo è denaro

Depositi, prelievi, estratti conto, ore come valuta di scambio. Le Banche del Tempo sono una realtà sempre più importante per chi di tempo ne ha davvero poco. Ormai nascono una dietro l’altra e tra poco una aprirà i battenti anche a Messina.

Intanto, l’ultima in ordine di arrivo è quella di Patti, “Ora è Tempo”, che tra i suoi soci può contare su un gruppo di persone ansiose di mettere a disposizione alcune ore, sapendo che poi potrà richiedere quelle “versate”. Inaugurata di recente nella sala comunale di piazza Mario Sciacca, alle presenze del sindaco Giuseppe Mauro Aquino, dell’assessore alle politiche sociali Nicola Molica e di Nina Di Nuzzo, la presidente della prima Banca del Tempo siciliana, quella di Alì Terme, la “Ora è Tempo”, di cui responsabile Enzo Sciacca, si aggiunge alla lista delle banche siciliane, si è già a quota diciassette,  già attive. L’affluenza alla cerimonia di apertura è stata degna di nota, tanto che  la stessa Ninan Di Nuzzo ha sottolineato l’impatto sociale che iniziative del genere riscuotono. “Ho visto un bel gruppetto di base, a cui si sono aggiunte numerose richieste d’iscrizione -conferma-  e sono sicura che funzionerà benissimo”. 

Avendo come punto di riferimento l’Associazione nazionale delle banche del tempo, fondata nel 2007 della quale è vicepresidente la stessa Di Nuzzo, ed appoggiandosi alla Banca di Alì Terme “Insieme è meglio” per il modello organizzativo e gestionale, alcuni mesi fa si è aperto l’iter che ha visto la stesura dello statuto e l’attivazione della struttura.

 La solidarietà su cui si fonda il progetto e il senso di appartenenza come comune denominatore e come collante sociale, invece, sono state la motivazioni che hanno spinto il comune di Patti a dare il  proprio appoggio ad una idea che dal 1997 Nina Di Nuzzo ha fatto

sì che potesse concretizzarsi in Sicilia. Però, è anche da notare che in linea di massima le iniziative da parte delle amministrazioni comunali hanno ricoperto un ruolo abbastanza marginale nella fondazione di nuove Banche del Tempo, preferendo lasciare ai privati la volontà di dar vita a queste iniziative, anche se il loro ruolo sociale è di notevole importanza.

Nina Di Nuzzo, presidente della Banca del Tempo di Alì Terme

Ma la risposta non arriva lontano, come suggerisce Nina Di Nuzzo, visto che le Banche del Tempo nate da iniziative pubblica dei Comuni di  Belpasso o Santa Lucia del Mela, sono diventate loro malgrado uno strumento di propaganda politica. Il comune di Caltagirone, invece, è stato uno tra i pochi a rendersi protagonista, in senso positivo, in questa avvincente proposta.

 “Si può parlare di un volontariato ricambiato- continua la presidente di “Insieme è meglio”-  un dare e ricevere pur senza impegno”.  Non esistono limiti d’età e tutti possono mettere “sul mercato” le proprie migliori qualità e competenze. Un ottimo investimento a costo zero o, meglio, con un ricavo che nasce soprattutto dal sentirsi utili e parte di una collettività. Le occasioni di convivialità sono diverse e ripercorrono le caratteristiche tipiche di queste associazioni. I seminari, la festa annuale di inizio estate di Alì, i convegni nazionali, le riunioni mensili degli associati sono tutte occasione per cancellare l’imbarazzo e di contro rafforzare una certa confidenza.

E per quanto riguarda i progetti futuri, Nina Di Nuzzo preannuncia l’apertura di nuove strutture. Tra queste, Catania, Siracusa, Modica e Messina. Infatti proprio di recente, è stato presentato lo statuto, è stata registrata la banca del tempo di Messina presso le autorità competenti ed è stato già stabilito il luogo dove avrà sede la Banca del Tempo. Adesso, l’unica cosa da decidere è la data per l’inaugurazione.