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Pulp Fiction

Pulp Fiction

Paese: U.S.A.

Genere: Thriller/Noir/Action

Durata: 154 minuti

Regia: Quentin Tarantino

I venti anni di questo piccolo capolavoro sono festeggiati degnamente con la riproposizione nelle sale di quello che è uno dei migliori film degli anni ’90 e probabilmente della storia del cinema di genere.

In una cinica L.A. si intrecciano le storie di diversi personaggi, chi più chi meno con qualcosa sulla coscienza e le mani non troppo pulite. Zucchino e Coniglietta sono due balordi e decidono di continuare la loro carriera di rapinatori, ma senza più correre i rischi di prima. Dopodiché estraggono le armi e rapinano la caffetteria in cui stanno facendo colazione.

Jules e Vincent sono due gangsters al soldo di Marcellus Wallace: per loro chiacchierare del più e del meno mentre uccidono e recuperano pacchi per il loro capo è normale, almeno fin quando Jules non si trova protagonista di un evento che definisce divino. Vincent non la pensa allo stesso modo e contesta la decisione di Jules di diventare onesto.

Butch è un vecchio pugile e ha accettato i soldi di Marcellus Wallace per truccare l’incontro, ma segretamente ha diffuso la voce tra gli allibratori, puntato una piccola fortuna su se stesso ed è deciso più che mai a chiudere la carriera con una vittoria.

Mia è la moglie di Marcellus Wallace. Una sera esce scortata da Vincent e i due si divertono molto. Vincent è anche tentato di andare oltre, ma Mia va in overdose e una simpatica serata si trasforma in una notte da incubo…

Ogni parola è superflua riguardo a questa pellicola, ma chi scrive tenterà lo stesso di dire qualcosa. Le tecniche e le scelte di questa pellicola, che ha fatto da apripista ad una generazione di film e registi cloni (buona parte dei film di Guy Ritchie, pellicole come “Crank” o “Go – Una notte da dimenticare”), ai tempi furono quasi rivoluzionarie.

La scelta di un montaggio non cronologicamente rigoroso spiazza di continuo lo spettatore, mantenendo desta l’attenzione in ogni momento. I dialoghi volutamente surreali contrastano le vicende molto vere dei protagonisti. Turpiloquio, sesso e violenza sono presenti per tutto il film e sono la causa principale dei numerosi tagli, censure e ridoppiaggi che la pellicola ha subito durante la distribuzione, ma ci si può rendere conto tuttavia che non c’è altra maniera di raccontare una storia così spiazzante, rocambolesca e adrenalinica se non spingendo tutti i personaggi, nessuno escluso, al limite.

Un’ultima parola su colonna sonora e cast. Le musiche scelte da Tarantino fanno da sfondo perfetto ad ogni singola scena; la cura da questo punto di vista, come in tutti gli altri è maniacale. Gli attori sono tutti personaggi che oggi appartengono al Pantheon di Hollywood (Samuel Jackson, Harvey Keitel, Tim Roth, Uma Thurman, Bruce Willis) ma allora l’unico davvero conosciuto era John Travolta, la cui carriera peraltro era in declino e che risorse letteralmente dalle sue ceneri. Consigliato a tutti quelli sopra i dodici anni.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.