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Puglisi conferma: “Vogliono sciogliere l’Ente Teatro”

Il presidente dell'Ente Teatro Maurizio Puglisi (Foto Dino Sturiale)

Di ufficiale non c’è ancora nulla ma, come abbiamo già scritto un paio di giorni fa, anche il presidente Maurizio Puglisi lo ammette: la Regione punta allo scioglimento dell’Ente Teatro.

Stamane si è incontrato con i sindacati e durante il confronto, ottenuto dopo tre richieste (due delle quali senza risposta) e la protesta di oggi prima davanti al Vittorio Emanuele e poi all’interno del teatro, ha confermato di essere a conoscenza di una voce che gira con sempre maggiore insistenza rispetto allo scioglimento dell’Ente Teatro di Messina e di Taormina Arte, per poi costituire un unico soggetto.

A prendere la parola a nome dei sindacati il segretario generale della SLC Cgil Pippo Di Guardo, che è andato subito al sodo. “Il comportamento della Regione ci preoccupa e vogliamo sapere cosa intende fare. Pretendiamo un tavolo permanente fino a quando tutti i problemi dell’Ente Teatro, dalla stabilizzazione dell’orchestra alla definizione della Pianta organica, non saranno stati risolti”.

Oltre a confermare di “avere la percezione che la Regione voglia sciogliere l’Ente”, Puglisi è andato ancora

più a fondo. Non solo rispetto al ruolo del commissario straordinario Rosario Cultrone mandato da Palermo per sostituire il Consiglio di Amministrazione in attesa che si ricostituisca, che secondo quanto riportato dal neo presidente (si è insediato subito dopo Ferragosto) “ha travalicato il proprio ruolo con alcuni atti che travalicano le sue competenze” sui quali però Puglisi non ha dato alcuna spiegazione, ma anche rispetto all’amministrazione regionale, che “non ha le idee che si pensava rispetto all’Ente Teatro” e della quale “non si condivide l’ipotesi di scioglimento”.

Puglisi ha già convocato per lunedì prossimo alle 10 un incontro con SLC Cgil, UILCOM Uil, Fials Cisal e Sadirs cui dovrà partecipare anche Cultrone. Anche perché c’è ancora da definire il problema dei fondi destinati al Vittorio Emanuele. L’1 agosto scorso la Regione ha approvato il Bilancio di Previsione 2013 ma concedendo solo 3 milioni 16 mila euro, rispetto ai 5 milioni 217.400 inseriti dall’Ente Teatro. Visto che con 3 milioni di euro non si pagano neanche gli stipendi dei dipendenti (per lo più amministrativi), che dei nuovi direttori artistici delle sezioni prosa e musica non c’è neanche l’ombra così come della stagione 2013-2014 il futuro del Vittorio Emanuele rischia di trasformarsi in un’opera buffa, durante la quale però, nessuno avrà voglia di ridere.