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Provincia, la FP Cgil contesta il bando per il Ragioniere Generale

Clara Crocè, segretario generale FP Cgil di Messina

Nuova puntata dal Regno delle Favole di Palazzo dei Leoni. Questa volta la FP Cgil di Messina punta il dito contro la decisione del presidente Nanni Ricevuto di bandire l’incarico di Ragioniere generale dopo le dimissioni di Nino Calabrò.

“C’erano una volta, anzi ci sono tutt’ora, Alice, lo Stregatto e il Cappellaio Matto -scrive il segretario generale della FP Cgil Clara Crocè. E c’era l’ente di via Cavour, che più che essere chiamato Palazzo dei Leoni, dovrebbe essere chiamato, appunto, il Palazzo dei Matti”.

L’ultimo capitolo riguarda l’episodio, come sempre appreso a mezzo stampa, delle dimissioni del Ragioniere Generale Nino Calabrò,  per la cui sostituzione Ricevuto ha già emesso un bando di selezione per l’assunzione a tempo determinato di un dirigente dell’area economico finanziaria.

Leggendo la notizia -commenta la Crocè-   è come se fossimo stati invitati a prendere del tè

seduti al tavolo del cappellaio matto. In questo caso però, a girare alla rinfusa, non sono le tazze di tè ma i volti di coloro che devono andare a riempiere posti rimasti vuoti”.

Fin qui la favola, poi arrivano a raffica le domande del segretario generale. “Se l’avvocato Calabrò non è mai stato nominato ragioniere generale -chiede Clara Crocè- da quale incarico si dimette? E’  forse andato in quiescenza o la quiescenza è andata da Calabrò? Può un dirigente dimettersi dall’incarico di titolarità di struttura dirigenziale o  è la struttura dirigenziale che si dimette da dirigente? Se l’incarico avrà un costo medio  di 40 mila euro, perché non risparmiare affidandolo  ad altro dirigente? E gli obblighi  sulle assunzioni valgono solo per i precari o sono le  assunzioni che obbligano i precari?. Il limite del 67% del rapporto spese complessive vale solo per i precari o sono i precari che limitano il 67%?”.

Tutti interrogativi quelli posti dal segretario generale della FP Cgil di Messina, per i quali il sindacato si aspetta delle risposte a stretto giro di posta. Nel frattempo, “ogni atto emanato dal presidente Ricevuto sarà passato sotto la legge di ingrandimento”.